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sabato 26 luglio 2014

Limina: pastore impicca il suo cane

Aveva sgozzato una delle sue capre e per questo motivo, un pastore ha ucciso il proprio cane nelle campagne di Limina, impiccandolo ad un albero. A fare la macabra scoperta un appassionato di mountain bike, che si trovava a percorrere una strada di campagna tra Limina e Roccafiorita. Durante il tragitto l'uomo si è trovato davanti ad una scena sconvolgente: un maremmano, specie solitamente utilizzata per custodire le greggi, giaceva impiccato ad un albero. L’uomo ha provato ad aiutare l’animale, ma nonostante fosse ancora caldo, per lui non c’era più nulla da fare. Altri cani della stessa razza, probabilmente i suoi cuccioli, si aggiravano nei paraggi lamentandosi disperati. Il giovane catanese, che ha sporto denuncia il giorno seguente presso la stazione dei Carabinieri di S. Venerina, ha scorto poi nascosta tra i cespugli una persona anziana, intenta ad osservare la scena: interrogato su cosa fosse accaduto, l’uomo ha ammesso, dopo qualche tentennamento, indicando al ciclista la capra morta. Il 37enne ha scattato alcune foto, ma a causa della foratura degli pneumatici della sua bici, non è riuscito a raggiungere nell’immediatezza la più vicina stazione dell’Arma per denunciare il fatto. «Un atto assolutamente intollerabile - dice Lorenzo Croce presidente di Aidaa - andremo fino in fondo contro questo delinquente.

giovedì 3 luglio 2014

Uccisero dei cuccioli: Associazioni Animaliste chiedono radiazione per due veterinari Asl L'Aquila

Con la condanna definitiva a 2 mesi e 10 giorni di reclusione pronunciata dalla Corte Suprema di Cassazione, due veterinari Asl de L’Aquila, Pierluigi Imperiale e Mauro Ponziani, sono stati riconosciuti colpevoli nei tre gradi di giudizio dell’uccisione di nove cuccioli di cane, adducendo l’incredibile scusa che non c’era posto in canile. Per loro era una pratica, peraltro abituale e consolidata, e vi è stato il contrario del ravvedimento dovuto attraverso dichiarazioni alla stampa. 





I fatti risalgono alla seconda meta’ del 2004, quando Imperiale ordinò al proprio collega la soppressione di 9 cuccioli, per presunti motivi di “ordine pubblico” in base alla richiesta del proprietario del terreno dove vivevano gli animali, che invece aveva chiesto solamente un intervento per farli accudire da qualcuno. I cuccioli vennero uccisi con un’iniezione di Tanax eseguita dal dipendente della Asl su ordine del proprio dirigente.


Per questo i presidenti nazionali di Enpa, LAV, Lega nazionale per la difesa del cane e Oipa, preso atto del “silenzio assordante” dell’Ordine provinciale dei Medici Veterinari de L’Aquila a precedenti singole richieste, hanno scritto a tutti i consiglieri dell’Ordine e agli organi della Federazione nazionale degli Ordini Veterinari, chiedendo la radiazione dei due veterinari Asl che ancora oggi esercitano la professione come se nulla fosse accaduto.

“Sono colpevoli di abusi, hanno compromesso gravemente la reputazione e la dignità della classe sanitaria, hanno perso il requisito-base per esercitare la professione, violando anche il Codice Deontologico dei Veterinari”, scrivono i presidenti delle associazioni animaliste nazionali.

venerdì 27 giugno 2014

Pescara: giovane maltratta e picchia un cane sul balcone

Il personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Stazione di Pescara unitamente agli uomini dell'ASL Servizio Veterinario locale, ha provveduto ad eseguire un sequestro preventivo di un cane di razza volpino italiano a carico di un giovane residentente nel Comune di Montesilvano. L'uomo è accusato di maltrattamento animale. L'indagine scaturisce dalla denuncia di un privato cittadino che aveva assistito ai ripetuti epidosi di maltrattamento nei confronti del cucciolo, durante i quali il cagnolino veniva sottoposto a vere e proprie sevizie, senza alcuna apparente giustificazione. Il cucciolo sarebbe stato preso a calci e sollevato e scaraventato a terra con forza in casa o sul balcone. Sarebbe stato inoltre alzato per le orecchie o per il collo, percosso, preso a testate e calpestato. A seguito di approfondite indagini il personale della Forestale ha informato la procura della Repubblica di Pescara e di seguito, su richiesta del P.M. Dr.ssa Mirvana Di Serio, è stato disposto il sequestro dall'Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Pescara Dr.ssa Maria Michela Di Fine per il reato di "Maltrattamento di animali per crudeltà o senza necessità". Per tale  reato è prevista la pena della reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell'animale. Il cagnolino dopo le necessarie verifiche sullo stato di salute è stato affidato in  custodia giudiziale ad una struttura idonea per ricovero cani.
Fonte: corpoforestale.it

Walter Caporale, Presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus”, commenta cosi il brutto episodio: “plaudo al lavoro del Corpo Forestale dello Stato e al coraggioso cittadino che ha segnalato il maltrattamento. L'Associazione si costituirà parte civile nel processo.

lunedì 26 maggio 2014

Cuneo: Anpana Cuneo sequestra cane maltrattato

Un cane di razza pastore tedesco è stato salvato dalle Guardie Ecozoofile Anpana di Cuneo, dopo una segnalazione in località Sanvittore Fossano. Legato alla catena, senza un ricovero adeguato e sofferente a causa delle pessime condizioni di salute, le Guardie hanno operato il sequestro penale del povero animale, portandolo subito al Canile Sanitario per le opportune cure del caso.

"Si tratta dell' ennesimo sequestro penale che eseguiamo dall' inizio dell'anno ad oggi" ha dichiarato il  comandante provinciale delle Guardie Ecozoofile ANPANA di Cuneo, Rossano Maria. "Grazie alla nostra presenza sul territorio, giungono sempre più segnalazioni presso gli uffici. La sensibilità in materia di maltrattamento o mal detenzione di animali è decisamente aumentata: i cittadini ci segnalano con particolare dovizia i maltrattamenti e noi interveniamo cercando di creare maggiore cultura in materia. Quando purtroppo ci troviamo innanzi a casi così gravi siamo costretti ad intervenire in maniera più drastica. Questo povero cane non ha mai visto un veterinario in vita sua - prosegue il Comandante Rossano - come hanno ammesso gli stessi proprietari. Il suo deperimento era oramai iniziato mesi fa, ma nessuno ha pensato di farlo visitare, l' unica cosa che contava e che facesse la guardia alle galline".

giovedì 3 aprile 2014

Roma: cane costretto a rimanere dentro un trasportino, sequestrato dall'Enpa

Le Guardie Zoofile dell' Enpa di Roma, lo hanno trovato rinchiuso in un fuoristrada dentro un angusto trasportino sporco e maleodorante di 50x60 cm, in una calda giornata romana. Il cane di razza Petit Bleu de Gascogne, ululava ed aveva attirato l'attenzione dei passanti e dei negozianti che si erano riuniti intorno l'auto lasciata in sosta per molte ore al sole, con tutti i finestrini chiusi.

Le Guardie Zoofile con l'ausilio della Polizia di Stato del Commissariato Primavalle, hanno aperto l'auto e liberato il povero cane dalla sua prigione. Era assetato e disperato, la temperatura nel trasportino insopportabile. E' stato immediatamente dissetato e fatto camminare per le necessità fisiologiche. Il trasportino all'interno del quale era segregato era sporco, con residui di feci e l'odore terrificante.

Con ulteriori accertamenti di Polizia Giudiziaria condotti da parte delle Guardie Zoofile
dell'ENPA capitolina, sembrerebbe, tramite testimonianze, che il cane fosse costretto a vivere perennemente in quelle condizioni, rinchiuso nel trasportino all'interno dell'auto, tranne per una breve uscita la mattina e i problemi di deambulazione che presenta alle zampe posteriori potrebbero essere conseguenza della costrizione nel piccolo spazio che non gli consentiva di stare in piedi.


Il proprietario atteso sul posto dalle Guardie Zoofile, è tornato per riprendere l'auto dopo molte ore e, senza curarsi di controllare le condizioni del cane, si stava recando direttamente al posto di guida, come nulla fosse. E' stato identificato dagli Agenti dell'Enpa e denunciato all'Autorità Giudiziaria per il reato di maltrattamento di animali (art.544ter del Codice Penale), rischia una condanna da tre a diciotto mesi di reclusione o una multa fino a 30000 euro.

Il segugio è stato sottoposto a sequestro giudiziario dalle Guardie Zoofile dell'Enpa e ricoverato per gli accertamenti clinici e le cure del caso presso il canile comunale di Roma, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. In caso di condanna del propretario il cane verrebbe confiscato, per questo, oltre al sequestro per urgenza operato dall'Enpa, il GIP ha disposto un ulteriore sequestro preventivo.

venerdì 28 marzo 2014

Sennori (SS): 9 cuccioli uccisi e abbandonati a bordo strada

Nove cuccioli di pochi giorni uccisi e gettati a bordo della strada interna al nuovo stadio a Sennori, in provincia di Sassari. La segnalazione è arrivata nei giorni scorsi a Sardegna Live Reporter da parte di un lettore. Probabilmente qualcuno ha pensato bene di risolvere cosi il "problema" della cucciolata.
Questo è il link di fb.

mercoledì 26 marzo 2014

Lecce: 6 cuccioli gettati nella spazzatura, 2 muoiono dentro una busta

A Torre San Giovanni, frazione di Ugento in provincia di Lecce, sei cuccioli, nati da pochissimo, sono stati infilati in una busta di plastica e gettati via come spazzatura. Li hanno trovati alcuni passanti Sei cuccioli scaraventati nell'immondizia, due estratti già morti. Parte l'esposto
„
in via Monte Volture, “
attirati dai guaiti che provenivano da un contenitore per la raccolta differenziata: sono riusciti a salvarne quattro, per gli altri due purtroppo non c'è stato niente da fare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia municipale che hanno preso in custodia gli animali. Sull'accaduto il consigliere comunale di Ugento Angelo Minenna ha presentato un esposto in Procura per maltrattamento di animali. L'autore del deplorevole oltre che disumano gesto, se verrà individuato, rischia la reclusione da 3 mesi a un anno, e una multa da 3 a 15 mila euro (la pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale).


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martedì 25 marzo 2014

Bergamo, uccide il cane con un dardo: denunciato un 46enne

Nel febbraio scorso a Castione della Presolana, in provincia di Bergamo, un cane meticcio di 10 anni era morto a causa di un dardo scoccato da una balestra o da una arco.  Il fatto è stato confermato in questi giorni in seguito alla conclusione delle indagini effettuate dagli Agenti del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Clusone e del NIRDA provinciale, che dapprima avevano sottoposto il corpo del cane agli esami anatomopatologici presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Sezione di Bergamo e successivamente avevano eseguito una perquisizione, disposta dal PM della Procura della Repubblica di Bergamo, presso l’abitazione di un 46enne, trovando conferma della compatibilità tra il dardo e le armi detenute dall’indagato. Balestra, arco e dardi sono stati sequestrati in quanto, se non utilizzati a scopo sportivo, costituiscono strumenti (armi improprie) atti ad offendere come è poi avvenuto nel fatto riscontrato. La Forestale ha denunciato a piede libero l’uomo per uccisione con crudeltà e senza necessità di un animale, reato previsto dall’art. 544-bis del Codice penale per il quale rischia la reclusione fino a 18 mesi.

sabato 16 aprile 2011

Taranto: cuccioli maltratti e segregati, denunciate tre persone

Taranto- I carabinieri della Stazione di Taranto Nord, ieri pomeriggio, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Taranto tre persone per maltrattamento di animali. Grazie alla collaborazione di alcuni volontari dell'Anpa (Associazione Nazionale Protezione Animali), hanno individuato in un terreno comunale vicino a via XXV aprile (nei pressi delle cosiddette 'case bianche' del quartiere Paolo VI) un recinto, chiuso con un lucchetto, all'interno del quale vi erano rinchiusi, in pessimo stato di custodia (senza coperture, cucce o ripari), tre cuccioli di cani di 2/4 mesi di vita.
I militari dell'Arma hanno forzato l'entrata e liberato i tre piccoli animali che sono stati affidati alla custodia dei volontari dell'Anpa per le cure del caso. Mentre si stava procedendo alla liberazione degli animali, si sono avvicinate tre persone che si sono dichiarate custodi dei cuccioli e che volevano spiegazioni atteso visto che quei cuccioli, hanno detto, erano stati presi e rinchiusi per il divertimento dei loro figli. I tre sono stati identificati e denunciati per maltrattamento di animali.

fonte:Adnkronos-foto dal web

mercoledì 13 aprile 2011

Cane malato e denutrito, 21enne denunciato

FINALE. Quando la polizia municipale ha visto Mara, un esemplare adulto di rottweiler, non poteva credere alla condizioni nelle quali si trovava: denutrita, senza neppure una ciotola d'acqua per bere, malata, con gli occhi chiusi da un entropio bilaterale.  Gli agenti finalesi hanno rintracciato il proprietario, un 21enne originario del Sud (T.I. le iniziali del suo nome che non è stato divulgato) che si è giustificato dicendo di non avere i soldi per dar da mangiare e portare dal veterinario il cane.  Il cane gli era già stato portato via, quindi restituito qualche tempo fa. Ma evidentemente il problema non si è affatto risolto. Questa volta l'uomo è stato così denunciato per maltrattamento di animali.  Così come è stato denunciato per lo stesso reato - ancora una volta - un anziano finalese di 83 anni (M.P., queste le iniziali del nome) che teneva in via Lomellina un pastore belga di Malenois, chiamato Robespierre dai volontari che lo hanno preso in cura. Il cane, come hanno accertato i volontari, era praticamente divorato dai parassiti, e legato ad una corda corta dentro un misero container di ferro.  Entrambi i cani sono stati penalmente sequestrati dalla polizia municipale di Finale e affidati ai volontari finalese dell'associazione "Dimensione animali" che ha sede in via via Serraglio e che svolge questo servizio per conto del Comune di Finale.  Ora la parola passa al magistrato, che vaglierà le informative della municipale.

fonte:gazzetta di modena

giovedì 24 febbraio 2011

Scaccia i gatti con la carabina, a processo

FERRARA. È stato svegliato nel cuore della notte dai gatti che miagolavano insistentemente proprio sotto la finestra della sua camera da letto. Esasperato per il sonno perduto, lui che doveva alzarsi alle 5.30 del mattino, ha perso la calma e ha scacciato i 'molestatori' a colpi di carabina ad aria compressa. I gatti sono scappati, ma lui è finito davanti al giudice.
Sarà processato con rito abbreviato il cinquantenne che nel febbraio di due anni fa decise di riconquistare a modo suo la quiete notturna. Ieri davanti al giudice Diego Mattellini si è aperto infatti il procedimento per minacce e danneggiamento aggravato a carico di Carlo Dedoni, difeso dall'avvocato Sauro Frignani. All'udienza filtro il legale ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato, che sarà celebrato il 24 novembre.

Dedoni era finito nei guai nel febbraio del 2009 nel corso di una notte movimentata. L'uomo, che lavora nei cantieri e svolge mansioni pesanti, aveva puntato la sveglia per le 5.30 e contava su alcune ore di sonno. Ma il suo riposo era stato interrotto nel cuore della notte quando alcuni gatti in cortile avevano cominciato a miagolare proprio sotto le sue finestre, svegliandolo. L'interruzione del sonno aveva innervosito Dedoni al punto da ricorrere a maniere drastiche per liberarsi degli scocciatori. Imbracciata una carabina-giocattolo ad aria compressa, aveva esploso alcuni colpi allo scopo di spaventare e disperdere i gatti. Per sua sfortuna uno dei pallini aveva raggiunto la finestra della vicina della casa di fronte, con la quale in passato la moglie aveva avuto qualche piccola discussione.

La vicina il mattino dopo si era accorta del danno alla finestra e, venuta a conoscenza del motivo, aveva deciso di procedere contro Dedoni. «Il mio assistito non aveva intenzione di ferite nè minacciare nessuno - ha spiegato l'avvocato Frignani - voleva solo allontanare i gatti che lo disturbavano». L'uomo, imputato per minacce e danneggiamento aggravato, dovrà difendersi davanti al giudice il 24 novembre.

fonte:la nuova ferrara

venerdì 18 febbraio 2011

Per la violenza sugli animali in Bulgaria ora c’è il carcere

La violenza contro gli animali in Bulgaria ora sarà classificata come un crimine per il quale è prevista la prigione. Lo hanno deciso i deputati che hanno approvato in prima lettura gli emendamenti al codice penale (NK).  Il disegno di legge prevede che le persone che deliberatamente e illegalmente uccidono animali, sono punibili fino a un anno di reclusione e una multa da 1.000 a 3.000 leva e per aver causato danni intenzionalmente e illegalmente all'animale si è punibili con la sospensione della pena con la condizionale e una multa fino a 3.000 leva. Ancora più elevate saranno le sanzioni se esiste atto di crudeltà che provoca sofferenza per l'animale, se è fatto in un luogo pubblico o in presenza di bambini. In questi casi la pena è la reclusione da uno a tre anni e una multa da 2.000 a 5.000 leva.

Le sanzioni proposte dalla sinistra raggiungono perfino i 10.000 leva, ma se esse saranno adottate sarà chiaro in seconda lettura.

fonte:sofiaoggi.com

domenica 6 febbraio 2011

Manduria:randagia impallinata rischia l’amputazione

MANDURIA (TA) – Una cagna di media taglia rischia l’amputazione di una zampa per una ferita da arma da fuoco. La randagia che era stata raccolta da un giovane manduriano si trova ora ricoverata nel canile sanitario di Manduria. Oltre ai pallini esplosi da un fucile, la zampa ha subito anche una frattura per essere stata investita da un’autovettura. A salvarla è stato il diciottenne manduriano Antonello Iunco che ricorda così la terribile esperienza avvenuta alcuni giorni fa in una strada ala periferia di Manduria. «Stavo andando a lavoro – dice – quando ho visto la povera cagna che era stata investita e stava per finire nuovamente sotto le ruote di un’altra autovettura che sopraggiungeva in quel momento. Mi sono buttato per fare da scudo e per poco non venivo investito pure io ed ho visto la zampa spezzata e sanguinante». L’amore per gli animali del giovane lo ha spinto a prendersi cura della cagna così ha telefonato ad alcuni animalisti e infine ha portato l’animale nel canile di Manduria dove gli operatori e il medico veterinario della Asl si sono potuti prendere cura della povera bestia. «L’avrei portata a casa mia ma purtroppo abbiamo altri cani più grandi che non avrebbero gradito l’intrusione. Quando abbiamo visitato le ferite, in un primo momento – ricorda Antonello – abbiamo pensato si trattasse di lesioni da schiacciamento, poi abbiamo visto una cinquantina di piccoli fori ad un zampa posteriore e al bacino: con orrore abbiamo allora capito che si trattava di una impallinata». Ora la randagia si trova sotto l’osservazione dei veterinari del canile i quali stanno cercando di evitare l’amputazione e le continue visite del suo salvatore che segue costantemente l’evolversi della malattia.

fonte:LA VOCE DI MANDURIA

venerdì 4 febbraio 2011

Talamona,trovati sette vitelli e un cane morti

TALAMONA Strage di animali a Talamona: trovati nel greto del torrente Tartano sette vitelli e un cane. E il Comune lancia un appello: «Basta con questi atti, con questi vandalismi che comportano costi ingenti per gli enti locali, quindi per i cittadini». Il macabro ritrovamento è stato fatto mercoledì da un talamonese che si trovava a passare a piedi nella zona Torraccia, l'area meta anche di chi va a cercar legna, che si trova al di là del meleto verso il confine talamonese e al di sotto della strada che porta in Valtartano. Ed è probabilmente da questa postazione, plausibilmente agendo con il favore Del buio, che i proprietari delle bestie devono aver agito. Dopo essersi accostati furtivamente con un mezzo sufficientemente capiente per mollare il carico indesiderato l'hanno poi gettato sotto fra rovi, piante e sterpaglie che infestano il Tartano. Il residente - ma le carcasse si sarebbero potute tranquillamente avvistare - passando a piedi non ha potuto fare a meno di notare le strane presenze giù verso il greto secco del torrente. Praticamente congelati fra il fogliame e gli arbusti se ne stavano distesi 7 vitelli e un cane, tutti senza vita. Il talamonese allora non ha perso tempo e immediatamente ha provveduto a contattare gli uffici del Comune.
Una volta ricevuta la segnalazione, dal municipio è partito il sopralluogo, quindi è scattata la denuncia ai carabinieri e alla procura. Una denuncia contro ignoti, perché sul posto dopo l'arrivo del veterinario dell'Asl è stato riscontrato che le bestie non avevano le orecchie che in genere vengono marchiate per individuarne la provenienza. Nessun segno distintivo nemmeno per il cane.

fonte:laprovinciadisondrio.it - foto by Sandonini Dervio

mercoledì 2 febbraio 2011

Firenze, gatti arrostiti e ragazza chiusa a chiave in un alloggio di cinesi

Sconvolgente scoperta, per gli agenti della municipale di Firenze, che nel corso di un’operazione di sgombero ai danni di alcuni alloggi abusivi abitati da cinesi (ma di proprietà di italiani), si sono trovati di fronte ad una scena davvero raccapricciante: vicino al bucato all’interno di alcuni capannoni, oltre ai panni stesi ad asciugare c’erano dei gatti, arrostiti su degli spiedini. Nell’abitazione, abitavano circa quaranta persone in mezzo alla sporcizia più totale, tra topi e scarafaggi. Ma l’orrore non finisce qui: in una stanza chiusa a chiave, è stata ritrovata anche una ragazza.

fonte:topnotizie.it

Fucilata al cucciolo, è caccia al cecchino

MONTEBELLUNA (TV). Fucilata contro un cucciolo, scatta la denuncia contro ignoti. Kali, un meticcio di appena sette mesi dal manto nero, è stato preso di mira da un cacciatore che lo ha gambizzato lasciandolo agonizzante vicino al cancello di casa a Caonada in via Maglio.
E’ un storia di inciviltà quella accaduta nei giorni scorsi al cagnolino di Nicoletta Stefani. «Da circa un mese - racconta - Kali si aggirava nel mio cortile che non è ben recintato. Dopo alcune ricerche ho scoperto che il cane non era di proprietà così l’ho adottato». Kali è ancor un cucciolo e fino a qualche giorno fa era un cane molto attivo, vivace e con tanta voglia di correre. Da quel giorno in cui ignoti gli hanno sparato a sangue freddo e senza scrupoli, forse perché ogni tanto abbaia come fanno tutti i cani, Kali è fermo, paralizzato. Nel primo pomeriggio di lunedì Nicoletta esce da casa per accompagnare il figlio al catechismo. «Mentre ero fuori casa mi ha telefonato una vicina - racconta piangendo Nicoletta - mi informava che il cane non riusciva più a camminare. Provava ad alzarsi ma trascinava con molta fatica le gambe posteriori». Nicoletta è arrivata di corsa a casa: erano le 18. Ha trovato Kali distesa per terra. Subito la corsa a Caerano dal veterinario Nicola Guizzo. Il medico ha effettuato una radiografia, compiendo l’atroce scoperta: conficcato nelle vertebre c’era una proiettile. La notizia ha gettato nello sconforto la donna e il medico che ha diagnosticato per la povera kali una dura ripresa: resterà probabilmente paralizzata senza possibilità di potersi riprendere. «E’ angosciante vedere Kali in queste condizioni - racconta la proprietaria - lei prova ad alzarsi ma non c’è la fa. Adesso con il veterinario stiamo valutando altre cure. Speriamo di poterla aiutare a riprendersi al più presto». La donna dopo l’accaduto si è rivolta ad un associazione ambientalista per la tutela degli animali, la Lac, che sta valutando di sporgere denuncia contro ignoti. Anche la donna ha informato i carabinieri dell’accaduto e già domani sarà riascoltata per presentare poi una formale denuncia per fermare il cecchino dei cuccioli. «Spero che con l’aiuto dell’Arma si possa scoprire chi è stato a fare del male al mio cane - denuncia la donna - e mi auguro che questo possa contribuire a risparmiare la vita di qualche altro animale».


fonte:la tribuna di treviso

martedì 1 febbraio 2011

Il business non va, uccisi almeno cento cani da slitta

Whistler - L’accusa è una di quelle da far accapponare la pelle. Secondo le autorità della British Columbia una compagnia turistica di Whistler avrebbe ucciso almeno cento cani da slitta a causa delle difficoltà economiche vissute dopo le Olimpiadi invernali dello scorso anno. La Spca della British Columbia - l’organizzazione che si batte per la tutela degli animali - ha avviato un’inchiesta dopo la denuncia pervenuta da un dipendente della Outdoor Adventures Whistler fatta all’agenzia governativa WorkSafe BC, nel quale chiedeva un periodo di riposo a causa dello “shock post traumatico provocato dall’uccisione di dozzine di cani da slitta”. Secondo le prime indiscrezioni, che per ora non sono state confermate dagli inquirenti, la barbara uccisione dei cani sarebbe avvenuta nell’arco di tre giorni nell’aprile del 2010.
Nel documento presentato alle autorità, il dipendente della Outdoor Adventures Whistler ha descritto scene raccapriccianti: i cani sarebbero stati uccisi con alcuni colpi di fucile e gettati in una fossa, alcuni di loro ancora in vita. L’azienda sotto accusa, almeno per ora, non ha contestato quanto dichiarato dal suo dipendente. Nel frattempo si è mossa anche l’Rcmp, che ha avviato una propria indagine. 


fonte:il corriere canadese

domenica 30 gennaio 2011

Piacenza: trovate le carcasse di 40 animali a bordo di un furgone

Macabro ritrovamento da parte della Polizia Municipale di Piacenza nel pomeriggio: a bordo di un Fiat Ducato sono stati rinvenuti sette sacchi contenenti circa 40 carcasse di animali morti. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di cani e gatti.
La scoperta è stata fatta da una pattuglia dei vigili urbani a seguito di una segnalazione in via Sidoli di due auto posteggiate e prive di assicurazione. Gli agenti hanno rintracciato il proprietario di uno dei due mezzi, il Ducato, e all’interno sono stati trovati i sacchi con gli animali morti.
Sul posto è stato richiesto l’intervento del servizio veterinario dell’Ausl di Piacenza: si è proceduto quindi al sequestro del mezzo e delle carcasse per compiere i necessari accertamenti: per verificare se le carasse siano provviste di microchip per risalire ad eventuali proprietari, e se siano state violate le norme che regolano lo smaltimento degli animali morti.
fonte:piacenzasera.it

venerdì 28 gennaio 2011

Legati alla catena, senza una cuccia e affamati

SAN MINIATO. C'è un cane che fa pasti regolari solo grazie al buon cuore di due cittadini. Altri Fido sono costretti a vivere in spazi angusti e senza il riparo di una cuccia. Giornate intere legati a una catena troppo corta per sentirsi liberi, in recinti sporchi e fangosi. Succede nella campagna di San Miniato, uno dei pochi Comuni della provincia che ha avuto il coraggio di approvare un regolamento sul benessere degli animali d'affezione. Ci sono le regole ma non è facile farle rispettare. «È un problema di mezzi ma anche di volontà - sostiene la nostra guida -. I cani non votano mentre i loro padroni sì».  È una signora a guidarci nella scoperta di questo girone a due passi dal centro abitato, il patto è garantirle l'anonimato. «Ho paura», dice. Ma è sufficiente guardare negli occhi uno di questi cagnoni per capire la distanza tra il benessere e la loro condizione. Lo confermano anche le associazioni animaliste: riceviamo segnalazioni di preoccupante degrado.  «Invito caldamente la polizia municipale e la Asl a vigilare sulle situazioni dubbie - dice il presidente Dav, Alessio Giani -. Dalla zona di San Miniato continuiamo a ricevere segnalazioni di preoccupante degrado. Ogni forma di maltrattamento su un cane non è solo lesiva della sua dignità ma crea anche pericolosità sociale».  Il regolamento è solo il primo passo per prendersi cura di Fido. «Non sempre alle nostre segnalazioni di maltrattamento seguono interventi delle autorità - afferma Anna Maria Brunoni, presidente provinciale Enpa -. E anche quando ci sono spesso manca il controllo delle disposizioni imposte al proprietario dell'animale». Che aggiunge: «A San Miniato almeno hanno cercato di fare qualcosa in positivo con il regolamento. Ma con Castelfranco e Santa Croce sono tra le zone meno attente alla cura degli animali d'affezione».

fonte:il tirreno

Parco Maiella: liberato un lupo vittima di bracconieri


ROCCACASALE. Il pronto intervento dei tecnici del Parco Nazionale della Majella ha evitato la morte atroce di un bellissimo esemplare di lupo appenninico. Infatti, grazie ai dati ricevuti da radiocollari GPS recentemente applicati ad alcuni esemplari, un biologo dell'Ente ha trovato nei pressi di Roccacasale (L'Aquila), a pochi metri dal confine del Parco, un lupo intrappolato in un laccio d'acciaio che stava provocando gravi lesioni all'animale.

Il pronto intervento del Servizio veterinario dell'Ente ha evitato il peggio. L'animale è stato sedato, liberato dalla trappola e dopo un accurato esame, durante il quale sono state accertate le buone condizioni dell'esemplare, rilasciato subito in natura.

La pratica di apporre lacci di acciaio in corrispondenza di sentieri e guadi frequentati da animali di grossa taglia è una delle più frequenti attuate dai bracconieri. L'animale che vi rimane intrappolato muore di solito per soffocamento, per gravi amputazioni o per le estese e profonde ferite riportate.

Il buon esito dell'operazione è stato ottenuto sia grazie ai costanti monitoraggi sulla fauna effettuati dal Parco e sia attraverso l'attuazione di quanto previsto dal Progetto Life Wolfnet, di cui l'Ente Parco Nazionale della Majella è capofila.

fonte:il centro