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martedì 2 settembre 2014

Villorba: sequestrati 3 cani in pessime condizioni

Tre cani costretti a vivere rinchiusi in pochissimi metri quadrati di scoperto, in pessime condizioni igieniche, sono stati posti sotto sequestro dagli agenti della polizia locale di Villorba nel corso di un blitz all’interno di una proprietà di una giovane. La 21enne è stata denunciata per maltrattamenti e minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. I tre cani, due meticci e un segugio, erano talmente magri a tal punto da riuscire a contare le costole. I suoi cani magrissimi e nella puzza e nello sporco, sequestrati
Come scrivono i quotidiani locali, negli ultimi tempi sarebbero state diverse le segnalazioni da parte di alcuni cittadini che si lamentavano delle condizioni in cui la giovane teneva i suoi cani. Ma la situazione è stata scoperta solo quando i vigili, che dovevano riconsegnare uno dei cani fuggito da casa, si sono trovati dinnanzi ad una situazione di totale degrado nella loro gestione. I cani sequestrati sono stati affidati alle cure del Servizio veterinario dell’Usl 9: il personale dell’azienda sanitaria si è subito prodigato a rifocillarli e a garantire loro una sistemazione temporanea adeguata al canile sanitario di Ponzano, in attesa dei prossimi sviluppi sulla vicenda.

Foto da: Andrea Zanoni

mercoledì 13 agosto 2014

Terni: cani maltrattati, denunciato proprietario

Nei giorni scorsi gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Ferentillo (TR) sono intervenuti in località Colleporto del Comune di Arrone per una segnalazione di maltrattamento di alcuni cani. Sul posto, all’interno del centro abitato, su di un’area di pertinenza di un fabbricato adibito a civile abitazione, la Forestale trovava  tre cani, uno dei quali riportava segni evidenti di sofferenza dovuti a maltrattamento; nello specifico l’animale, seppur avendo a disposizione un’adeguata cuccia, era stato legato con una catena ed aveva un collare costituito da altro pezzo della medesima catena, la quale poiché troppo stretta, si era incarnita sul dorso del collo del cane, provocando una evidente ferita con fuoriuscita di sangue. L’animale è stato prontamente posto sotto sequestro e messo a disposizione del Servizio Veterinario della ASL n° 2 di Terni per le cure del caso.

Inoltre dagli accertamenti effettuati è emerso che due cani non erano in possesso di microchip e quindi non iscritti all’anagrafe canina. Il proprietario dei cani è stato denunciato presso la Procura della Repubblica di Terni ai sensi dell’art. 544 ter del Codice Penale per maltrattamento animale, in quanto sottoponeva un cane senza necessità  a sevizie o comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, ora rischia la reclusione da tre mesi ad un anno o una multa da 3.000 a 15.000 euro, oltre a due sanzioni amministrative di euro 102 ciascuna, per la mancata iscrizione degli animali all’anagrafe canina.

venerdì 27 giugno 2014

Pescara: giovane maltratta e picchia un cane sul balcone

Il personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Stazione di Pescara unitamente agli uomini dell'ASL Servizio Veterinario locale, ha provveduto ad eseguire un sequestro preventivo di un cane di razza volpino italiano a carico di un giovane residentente nel Comune di Montesilvano. L'uomo è accusato di maltrattamento animale. L'indagine scaturisce dalla denuncia di un privato cittadino che aveva assistito ai ripetuti epidosi di maltrattamento nei confronti del cucciolo, durante i quali il cagnolino veniva sottoposto a vere e proprie sevizie, senza alcuna apparente giustificazione. Il cucciolo sarebbe stato preso a calci e sollevato e scaraventato a terra con forza in casa o sul balcone. Sarebbe stato inoltre alzato per le orecchie o per il collo, percosso, preso a testate e calpestato. A seguito di approfondite indagini il personale della Forestale ha informato la procura della Repubblica di Pescara e di seguito, su richiesta del P.M. Dr.ssa Mirvana Di Serio, è stato disposto il sequestro dall'Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Pescara Dr.ssa Maria Michela Di Fine per il reato di "Maltrattamento di animali per crudeltà o senza necessità". Per tale  reato è prevista la pena della reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell'animale. Il cagnolino dopo le necessarie verifiche sullo stato di salute è stato affidato in  custodia giudiziale ad una struttura idonea per ricovero cani.
Fonte: corpoforestale.it

Walter Caporale, Presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus”, commenta cosi il brutto episodio: “plaudo al lavoro del Corpo Forestale dello Stato e al coraggioso cittadino che ha segnalato il maltrattamento. L'Associazione si costituirà parte civile nel processo.

lunedì 26 maggio 2014

Cuneo: Anpana Cuneo sequestra cane maltrattato

Un cane di razza pastore tedesco è stato salvato dalle Guardie Ecozoofile Anpana di Cuneo, dopo una segnalazione in località Sanvittore Fossano. Legato alla catena, senza un ricovero adeguato e sofferente a causa delle pessime condizioni di salute, le Guardie hanno operato il sequestro penale del povero animale, portandolo subito al Canile Sanitario per le opportune cure del caso.

"Si tratta dell' ennesimo sequestro penale che eseguiamo dall' inizio dell'anno ad oggi" ha dichiarato il  comandante provinciale delle Guardie Ecozoofile ANPANA di Cuneo, Rossano Maria. "Grazie alla nostra presenza sul territorio, giungono sempre più segnalazioni presso gli uffici. La sensibilità in materia di maltrattamento o mal detenzione di animali è decisamente aumentata: i cittadini ci segnalano con particolare dovizia i maltrattamenti e noi interveniamo cercando di creare maggiore cultura in materia. Quando purtroppo ci troviamo innanzi a casi così gravi siamo costretti ad intervenire in maniera più drastica. Questo povero cane non ha mai visto un veterinario in vita sua - prosegue il Comandante Rossano - come hanno ammesso gli stessi proprietari. Il suo deperimento era oramai iniziato mesi fa, ma nessuno ha pensato di farlo visitare, l' unica cosa che contava e che facesse la guardia alle galline".

mercoledì 26 marzo 2014

Lecce: 6 cuccioli gettati nella spazzatura, 2 muoiono dentro una busta

A Torre San Giovanni, frazione di Ugento in provincia di Lecce, sei cuccioli, nati da pochissimo, sono stati infilati in una busta di plastica e gettati via come spazzatura. Li hanno trovati alcuni passanti Sei cuccioli scaraventati nell'immondizia, due estratti già morti. Parte l'esposto
in via Monte Volture,
attirati dai guaiti che provenivano da un contenitore per la raccolta differenziata: sono riusciti a salvarne quattro, per gli altri due purtroppo non c'è stato niente da fare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia municipale che hanno preso in custodia gli animali. Sull'accaduto il consigliere comunale di Ugento Angelo Minenna ha presentato un esposto in Procura per maltrattamento di animali. L'autore del deplorevole oltre che disumano gesto, se verrà individuato, rischia la reclusione da 3 mesi a un anno, e una multa da 3 a 15 mila euro (la pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale).


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martedì 25 marzo 2014

Terni: due cani maltrattati, denunciata la proprietaria

Due cani sono stati trovati in pessime condizioni igieniche da una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato, intervenuta a Terni per effettuare accertamenti dopo una serie di segnalazioni giunte sul presunto maltrattamento di un labrador e un bulldog francese. I due cani erano detenuti sul pavimento ricoperto dalle deiezioni, sia fresche che essiccate che emanavano un forte cattivo odore e favorivano una grande presenza di insetti.  Sono intervenuti i Servizi Veterinari dell'ASL2 e della Polizia Municipale di Terni, ed è stato accertato che la vicenda era nota da tempo al Comune di Terni e che si protraeva da diversi anni, infatti i cani erano detenuti in quelle condizioni già dal 2011. Gli animali, stando a quanto accertato, si lamentavano continuamente con guaiti e ululati ed erano costretti a vivere in uno spazio molto ridotto che non consentiva loro di svolgere le più elementari attività vitali, senza uscire mai dai loro ricoveri e non avevano a disposizione acqua né cibo. I cani apparivano molto trascurati anche dal punto di vista sanitario, presentavano parassiti e unghie lunghe che creavano, soprattutto al bulldog francese, notevoli problemi nella deambulazione. Entrambi sono stati sono stati posti sotto sequestro penale per scongiurare il concreto pericolo che perdurasse la situazione e si aggravassero le conseguenze sulla salute dei cani, anche in considerazione del lungo periodo in cui versano nel medesimo stato e del fatto che la proprietaria non si era mai adoperata a ristabilire condizioni idonee al ricovero degli animali disattendendo sia le prescrizioni dettate dalla ASL che le ordinanze sindacali emanate al fine del benessere degli animali.  I cani sono ora ricoverati presso il Canile Comunale di Colleluna (TR) in attesa dei provvedimenti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni. La proprietaria è stata deferita all'Autorità Giudiziara per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura ed ora rischia la pena dell'arresto fino ad un anno e l'ammenda fino a 10.000 euro.

Foto da: umbria24.it

domenica 20 febbraio 2011

Pordenone: pastore tedesco decapitato, animalisti in rivolta

Provincia di Pordenone - Ucciso e decapitato senza pietà: è stata la terribile fine di un cane lupo nella Pedemontana, ennesima vittima della crudeltà umana.
La testa mozzata è stata trovata dagli animalisti dell’associazione Profauna, domenica scorsa in un boschetto di Budoia.
«I volontari animalisti dell’associazione sono stati avvisati da una telefonata di un’amica budoiese, dopo il passaparola in paese - ha riassunto Laura Daneluz, che a Pordenone si occupa di una colonia felina e da sempre difende i diritti degli animali -. Il sopralluogo ha confermato un atto orribile di violenza. I volontari hanno visto la testa di un pastore tedesco affiorare dal terreno in via Cialata di Budoia, in un bosco poco distante dal nucleo abitato».
La macabra scoperta ha cause ignote: una violenza gratuita al povero cane, troppo amico dell’uomo? Un avvertimento di minaccia in stile mafioso, per i proprietari del lupo? Una vendetta trasversale di uno squilibrato?
«La telefonata al 112 e rapido arrivo del cino-vigile che aveva la reperibilità, ha portato alla constatazione, tramite lettore, del fatto che il cane era provvisto di microchip - ha continuato Daneluz -. Stupore, sdegno, perplessità sono state le nostre reazioni. Nella speranza che le autorità preposte possano trovare risposta, alla ragione di un atto così incivile ed esecrabile».
L’intervento dei vigili di Budoia non ha risolto il caso: il silenzio assordante calato sulla vicenda, rischia di legittimare l’impunità della violenza.
«Chiediamo attenzione - hanno concluso gli animalisti - e massimo impegno per trovare i colpevoli. I diritti degli animali sono quelli alla vita, al rispetto e all’amore che donano senza riserve».


fonte:MESSAGGERO VENETO PORDENONE-Chiara Benotti

martedì 8 febbraio 2011

Bacoli, in spiaggia carcasse di cani «animali morti dopo combattimenti ?»

Qualche mareggiata e sulle spiagge di Bacoli arriva l'inferno. Carcasse di animali, fusti per la coltivazione di cozze, secchi, cassette, botti per il vino, in vetro e plastica, assorbenti igienici e tantissima altra spazzatura.

«Non ci scandalizzano più le notizie di arresti per sversamento illecito di veleni nel nostro mare - dice Alessandro Parisi, animatore del comitato cittadino del Poggio - lo stato di inquinamento del nostro mare lo viviamo quotidianamente, è sempre sotto i nostri occhi».
Sulla piccola insenatura c’è di tutto. Anche carogne di animali, trasportati dalle onde, finiti chissà come in mare. C’è anche chi ipotizza che si tratti di cani morti durante «sedute» di allenamento al combattimento clandestino che si svolgerebbero proprio su queste spiagge.

«Tutto ciò di certo non è piovuto dal cielo né è stato prodotto dal mare - afferma Parisi - e c’è chi agisce impunito perché purtroppo le nostre autorità non fanno niente, non cercano neppure di scoprire e di perseguire i colpevoli». Accuse gravi, dettate dalla rabbia.

Eppure secondo gli ultimi dati Arpac il mare flegreo risulta essere quest’anno più balneabile rispetto al passato. L’ex assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini, più volte ha parlato del non funzionamento del depuratore di Cuma e ha sottolineato che sono stati censiti 14 scarichi abusivi di fogne nel golfo di Pozzuoli.

Ma dopo le denunce non è cambiato nulla. Spazzatura e carcasse si accumulano sulla sabbia di Bacoli, che da qui a qualche mese comincerà ad accogliere frotte di turisti. Ma il Comune garantisce interventi per risolvere il problema.

L’assessore all’Ambiente, Giuseppe Scotto di Vetta, è impegnato in prima linea in una serie di incontri volti alla tutela e al monitoraggio delle acque, intermediando anche con la stessa Regione, affinché ci sia la certezza di nessun nuovo sversamento del depuratore di Cuma nelle acque di Bacoli. Incontri dai quali ci si aspetta risposte concretr.

Quello che le acque trasportano, ricordano comunque al Comune, può essere anche il prodotto di un viaggio cominciato molto lontano, e non proveniente obbligatoriamente dal vicino depuratore. Per il momento si corre ai ripari, e si cercano le cause.

fonte: noiconsumatori.org

domenica 30 gennaio 2011

Piacenza: trovate le carcasse di 40 animali a bordo di un furgone

Macabro ritrovamento da parte della Polizia Municipale di Piacenza nel pomeriggio: a bordo di un Fiat Ducato sono stati rinvenuti sette sacchi contenenti circa 40 carcasse di animali morti. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di cani e gatti.
La scoperta è stata fatta da una pattuglia dei vigili urbani a seguito di una segnalazione in via Sidoli di due auto posteggiate e prive di assicurazione. Gli agenti hanno rintracciato il proprietario di uno dei due mezzi, il Ducato, e all’interno sono stati trovati i sacchi con gli animali morti.
Sul posto è stato richiesto l’intervento del servizio veterinario dell’Ausl di Piacenza: si è proceduto quindi al sequestro del mezzo e delle carcasse per compiere i necessari accertamenti: per verificare se le carasse siano provviste di microchip per risalire ad eventuali proprietari, e se siano state violate le norme che regolano lo smaltimento degli animali morti.
fonte:piacenzasera.it

venerdì 28 gennaio 2011

Legati alla catena, senza una cuccia e affamati

SAN MINIATO. C'è un cane che fa pasti regolari solo grazie al buon cuore di due cittadini. Altri Fido sono costretti a vivere in spazi angusti e senza il riparo di una cuccia. Giornate intere legati a una catena troppo corta per sentirsi liberi, in recinti sporchi e fangosi. Succede nella campagna di San Miniato, uno dei pochi Comuni della provincia che ha avuto il coraggio di approvare un regolamento sul benessere degli animali d'affezione. Ci sono le regole ma non è facile farle rispettare. «È un problema di mezzi ma anche di volontà - sostiene la nostra guida -. I cani non votano mentre i loro padroni sì».  È una signora a guidarci nella scoperta di questo girone a due passi dal centro abitato, il patto è garantirle l'anonimato. «Ho paura», dice. Ma è sufficiente guardare negli occhi uno di questi cagnoni per capire la distanza tra il benessere e la loro condizione. Lo confermano anche le associazioni animaliste: riceviamo segnalazioni di preoccupante degrado.  «Invito caldamente la polizia municipale e la Asl a vigilare sulle situazioni dubbie - dice il presidente Dav, Alessio Giani -. Dalla zona di San Miniato continuiamo a ricevere segnalazioni di preoccupante degrado. Ogni forma di maltrattamento su un cane non è solo lesiva della sua dignità ma crea anche pericolosità sociale».  Il regolamento è solo il primo passo per prendersi cura di Fido. «Non sempre alle nostre segnalazioni di maltrattamento seguono interventi delle autorità - afferma Anna Maria Brunoni, presidente provinciale Enpa -. E anche quando ci sono spesso manca il controllo delle disposizioni imposte al proprietario dell'animale». Che aggiunge: «A San Miniato almeno hanno cercato di fare qualcosa in positivo con il regolamento. Ma con Castelfranco e Santa Croce sono tra le zone meno attente alla cura degli animali d'affezione».

fonte:il tirreno

domenica 23 gennaio 2011

Maltrattava i suoi tre cani, condannato a 4mila euro di multa

Piombino (Li): Una multa da 4.000 euro. È quanto dovrà pagare un piombinese condannato per maltrattamento di animali. La sentenza arriva dopo due anni dall'avvio del processo. È infatti il maggio del 2008 quando l'uomo sistema un cane, poi altri due, all'interno di una specie di pollaio, in un terreno appena fuori Piombino che ha in affitto. Il tutto senza l'autorizzazione del proprietario dell'area, che lo denuncia. I vigili urbani e un veterinario di fiducia dell'Enpa effettuano così un sopralluogo, scoprendo le terribili condizioni nelle quali vivono i tre cani, nella più totale sporcizia, denutriti, e morsi dai topi. Parte così il procedimento penale che termina con la condanna emessa dal tribunale di Piombino, secondo le disposizioni della legge che regola il maltrattamento di animali.

fonte:il tirreno

sabato 22 gennaio 2011

Scattano i sequestri nel canile 'lager' di Ussita

Ussita (Macerata), 21 gennaio 2011 - Nonostante la neve avesse iniziato a cadere all’alba, alle 9 di ieri, i carabinieri della compagnia di Camerino e del nucleo di polizia giudiziaria, funzionari e operatori del servizio veterinario dell’Asur 10 e la polizia municipale si sono portati a Casali di Ussita. Al pastore, che gestisce i due ovili all’inizio del paese, è stata notificata l’ordinanza della Procura della Repubblica con cui è stato disposto il sequestro dei cani in soprannumero e tenuti in ambiti ristretti. L’allevatore non ha mostrato, inizialmente, disponibilità a permettere l’esecuzione del provvedimento. Poi si è lasciato convincere dai veterinari e dai carabinieri.
In un ovile sono stati prelevati 5 cagne e 6 cuccioli di pastore maremmano, un’altra cagna nel secondo ricovero. Gli animali sono stati quindi trasferiti nel 'rifugio' di Camerino, a Colle Altino, gestito dall’associazione Lega nazionale per la difesa del cane. L’intervento delle forze dell’ordine, disposto da alcuni giorni, fa seguito alla comunicazione all’autorità giudiziaria dell’ordinanza del sindaco di Ussita, Sergio Morosi, con la quale il pastore era stato diffidato a trasferire le cagne non sterilizzate in canili pubblici e a garantire condizioni di vivibilità agli animali.
I carabinieri hanno proceduto a effettuare accertamenti, anche con riprese video, sulle condizioni di mantenimento anche degli oltre 200 ovini, al fine di verificare situazioni nelle quali si possa configurare il reato di maltrattamenti di animali. Avrebbero trovato inoltre alcuni cuccioli morti. L’altro ieri i due ovili avevano ricevuto la visita di agenti del corpo forestale dello Stato, di esponenti di associazioni animaliste e di operatori di Striscia la Notizia.
La nota trasmissione di Canale 5 si era già interessata dell’allevamento di Casali in marzo. La situazione, contestata soprattutto dagli animalisti (anche con un’ampia campagna su decine e decine di pagine web) sarebbe collegata all’impossibilità del pastore, pensionato, a curare con la dovuta intensità l’intero allevamento. Da parte dell’amministrazione comunale si sono registrati interventi da oltre un anno e mezzo.
Quattro le ordinanze sindacali. Con una è stato autorizzato l’utilizzo, al massimo, di quattro cani da gregge ogni 50 pecore. Con un’altra è stato vietato che i cani fossero lasciati vagare liberi, fuori dall’allevamento, con pericolo per le persone e per gli esemplari di altri proprietari. Con un’altra ancora che fossero catturati quelli che si erano resi randagi e, infine, che fossero sterilizzate le femmine. Non tutti i provvedimenti, come si è visto, hanno avuto un riscontro.

fonte:la nazione

domenica 16 gennaio 2011

Animali, violenze record: 71mila casi nel 2010

Non è un Paese per animali domestici. Lo conferma l’agghiacciante sequenza di numeri resa nota dall’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) sui maltrattamenti: nel 2010 denunciati 71.132 casi. Su oltre 20mila non si è potuto intervenire con controlli o denuncie, perché le segnalazioni provenivano da fonti anonime o non verificabili.


Violenze, cani primi della lista
Le segnalazioni (circa 50mila) sono arrivate tramite il servizio sms del numero 348-7611439 e attraverso lo sportello online (circa 21mila) di “Io Lo Segnalo” (iolosegnalo@libero.it e segnalazionereati@libero.it). L’animale che ha subito il maggior numero di violenze, 47.506 casi, è il miglior amico dell’uomo: il cane. Ma la bestialità umana non ha risparmiato gatti (16.209), cavalli (1213), animali esotici, uccellini e tartarughe (complessivamente 6.204 casi). Le segnalazioni di maltrattamenti più frequenti riguardano cani tenuti alla catena, o dimenticati sotto il sole in auto o sul balcone, e gatti abbandonati o che vivono in condizioni disastrose. Ma non è tutto: il presidente nazionale di Aidaa, Lorenzo Croce, ha sottolineato infatti che “per oltre 20mila segnalazioni non si è potuto procedere ai controlli o alla denuncia in quanto provenienti da fonte anonima e non verificabili”.
foto:city.corriere.it

Bressanone: finisce il suo cane con l'accetta, denunciato

BRESSANONE. Massacrato a colpi di accetta. E' il tragico destino di un cane, un bastardino di 17 anni. L'episodio è stato segnalato dal dirigente del servizio veterinario, Robert Tauber, e il padrone dell'animale, un uomo della val di Vizze, è stato denunciato dall'autorità giudiziaria: «Assurdo - ha detto Tauber - che ancora oggi si verifichino episodi di tale crudeltà contro gli animali». La segnalazione e la conseguente denuncia per maltrattamento di animali è stata avanzata dal dirigente del servizio veterinario comprensoariale, Robert Tauber. Tauber ha voluto rendere pubblica la vicenda per sensibilizzare la popolazione: «Non è possibile che ancora al giorno d'oggi ci si comporti come quarant'anni fa - spiega Tauber - sopratutto nei masi o in zone isolate di montagna. Le leggi sono cambiate e anche gli animali oggi hanno dei diritti, chi sbaglia è giusto che paghi. Chiunque voglia liberarsi dei propri amici a quattro zampe, può sempre rivolgersi al canile». La vicenda risale al 3 gennaio scorso quando, presso il centro rifiuti da macellazione della valle di Vizze si è presentato un uomo della zona. L'uomo aveva portato con sè il corpo apparentemente senza vita del suo cane, spiegando che era deceduto per vecchiaia e per una serie di complicazioni dovute ad una malattia. Il responsabile del centro, dopo aver compilato l'apposito modulo per entrare in possesso del corpo dell'animale, lo ha inserito in una cella frigofira in attesa che fosse poi reuperato da un'azienda specializzata per il suo smaltimento a Bolzano. Tutto sembrava finito qui ma, il giorno dopo, lo stesso responsabile del centro ha udito dei guaiti provenire dalla cella frigo, scoprendo scoprendo così che il piccolo bastardino era ancora vivo. Immediatamente è stato allertato il suo proprietario che si è presentato sul posto con una scure e, senza dare troppe spiegazioni, lo ha decapitato davanti al responsabile del centro. La vicenda non è certo passata inosservata e del fatto è stato immediatamente informato il dirigente del servizio veterinario dell'Asl, Robert Tauber appunto. «Dal referto autoptico sul corpo del cane che abbiamo effettuato nei giorni è emerso una cosa sconcertante, ovvero che l'animale quando è stato portato al centro macellazione era solo stordito. Il suo padrone infatti, aveva cercato di ucciderlo già una prima volta a casa utilizzando una scure, non riuscendoci la prima volta. Martedì quindi abbiamo provveduto a formalizzare la denuncia attraverso il procuratore che si occuperà di tutta la vicenda», conclude Tauber.

fonte:altoadige

venerdì 14 gennaio 2011

Bibbiano: detiene cani in condizioni non idonee, denunciato agricoltore

Le guardie zoofile dell'Enpa e la polizia municipale della val d'Enza hanno sequestrato un cane tenuto in pessime condizioni. Al proprietario, recidivo, era già stata notificata una ordinanza sindacale che gli vietava di tenere cani. E' questo l'epilogo di una vicenda iniziata molti mesi fa. Da maggio le guardie zoofile stavano ponendo rimedio ad una pessima situazione segnalata in via Tugurio a Bibbiano. Qui, in una casa colonica, avevano riscontrato la presenza di 4 cani tenuti in condizioni assolutamente non idonee. Le guardie inizialmente avevano cercato di convincere l'agricoltore che non era possibile tenere gli animali in quelle condizioni. Inoltre avevano soccorso i quattro cani facendoli curare a loro spese, circa 500 euro fra cure, cibo e cucce. Sul posto era intervenuto anche il vice comandante della polizia municipale della Val d'Enza Vito Nor cia ed il responsabile di zona del servizio veterinario dott. Casoni. lo stesso veterinario aveva poi chiesto al sindaco di emettere una ordinanza per vietare all'agricoltore di tenere cani.
La situazione a questo punto sembrava sotto controllo. Ma nel frattempo lo stesso aveva preso un'altra cagnolina con quattro cuccioli che purtroppo sono deceduti poco dopo. Di nuovo le guardie zoofile sono dovute intervenire per curare la cagnolina. All'agricoltore è stata così notificata l'ordinanza del sindaco che gli vietava di tenere cani. Ma pochi giorni fa rieccoci al punto di partenza. Il pensionato porta a casa un altro cane. Questa volta interviene il capo nucleo delle guardie Lorenza Ferretti con il commissario Vito Norcia ed il comandante della polizia municipale della val d'Enza Franco Drigani. Uno spiegamento di forze per applicare l'ordinanza. Così il cane di razza American Staffordshire Terrier è stato sequestrato e l'agricoltore è stato denunciato penalmente per non aver ottemperato all'ordinanza sindacale.
 
fonte:il resto del carlino

martedì 11 gennaio 2011

Bibbiano, animali maltrattati: salvati sei cani

BIBBIANO – Tutti uniti per salvare i migliori amici dell’uomo. E’ l’azione congiunta compiuta sabato scorso dalle guardie dell’Enpa, in collaborazione con la Polizia Municipale della Val d’Enza e il servizio veterinario. Sono stati salvati 6 cani presso l’abitazione dell’anziano coltivatore, il signor Beneventi di via Tugurio a Bibbiano.
Da maggio, infatti, le guardie zoofile stavano ponendo rimedio ad una brutta situazione segnalata appunto in via Tugurio. Avevano scoperto quattro cani tenuti in maniera pessima.
Vista l’età del coltivatore, le guardie dell’Enpa avevano cercato di parlare con l’anziano coltivatore e poi avevano soccorso gli animali. Tutto di tasca loro, arrivando a spendere circa 500 euro. Questo in accordo col commissario della polizia municipale Vito Norcia e col responsabile del servizio Veterinario di zona, il dottor Casoni.
La situazione riscontrata suglia nimali era talmente brutta  che anche il servizio veterinario aveva ritenuto opportuno, su consiglio delle guardie, di chiedere al Sindaco una ordinanza che vietasse a Beneventi di detenere cani.  Tra la stesura dell’ordinanza e la sua notifica il coltivatore però acquista una cagnolina che dà alla luce quattro cuccioli.  Le guardie si sono subito precipitate da Beneventi per salvare la cagnolina e i cuccioli. I piccoli, purtroppo, muoiono. Dopo l’accaduto viene notificata a Beneventi l’ordinanza di non poter tenere cani. Ma non contento, nella casa dell’anziano compare un altro cane.  Il capo nucleo delle guardie zoofile telefona al commissario Norcia della che predisopne il sequestro dell’animale.
fonte:reggionline.com