Due cani sono stati
trovati in pessime condizioni igieniche da una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato, intervenuta a Terni per
effettuare accertamenti dopo una serie di segnalazioni giunte sul presunto
maltrattamento di un labrador e un bulldog francese. I due cani erano detenuti sul pavimento
ricoperto dalle deiezioni, sia fresche che essiccate che emanavano un
forte cattivo odore e favorivano una grande presenza di insetti. Sono
intervenuti i Servizi Veterinari dell'ASL2 e della Polizia Municipale
di Terni, ed è stato accertato che la vicenda era nota da tempo al
Comune di Terni e che si protraeva da diversi anni, infatti i cani erano
detenuti in quelle condizioni già dal 2011. Gli animali, stando a
quanto accertato, si lamentavano continuamente con guaiti e ululati ed
erano costretti a vivere in uno spazio molto ridotto che non consentiva
loro di svolgere le più elementari attività vitali, senza uscire mai dai
loro ricoveri e non avevano a disposizione acqua né cibo. I cani
apparivano molto trascurati anche dal punto di vista sanitario,
presentavano parassiti e unghie lunghe che creavano, soprattutto al
bulldog francese, notevoli problemi nella deambulazione. Entrambi
sono stati sono stati posti sotto sequestro penale per scongiurare il
concreto pericolo che perdurasse la situazione e si aggravassero le
conseguenze sulla salute dei cani, anche in considerazione del lungo
periodo in cui versano nel medesimo stato e del fatto che la
proprietaria non si era mai adoperata a ristabilire condizioni idonee al
ricovero degli animali disattendendo sia le prescrizioni dettate dalla
ASL che le ordinanze sindacali emanate al fine del benessere degli
animali. I cani sono ora ricoverati presso il Canile Comunale di
Colleluna (TR) in attesa dei provvedimenti della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Terni. La proprietaria è stata
deferita all'Autorità Giudiziara per detenzione di animali in condizioni
incompatibili con la loro natura ed ora rischia la pena dell'arresto
fino ad un anno e l'ammenda fino a 10.000 euro.
Foto da: umbria24.it
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martedì 25 marzo 2014
mercoledì 13 aprile 2011
Cane malato e denutrito, 21enne denunciato
FINALE. Quando la polizia municipale ha visto Mara, un esemplare adulto di rottweiler, non poteva credere alla condizioni nelle quali si trovava: denutrita, senza neppure una ciotola d'acqua per bere, malata, con gli occhi chiusi da un entropio bilaterale. Gli agenti finalesi hanno rintracciato il proprietario, un 21enne originario del Sud (T.I. le iniziali del suo nome che non è stato divulgato) che si è giustificato dicendo di non avere i soldi per dar da mangiare e portare dal veterinario il cane. Il cane gli era già stato portato via, quindi restituito qualche tempo fa. Ma evidentemente il problema non si è affatto risolto. Questa volta l'uomo è stato così denunciato per maltrattamento di animali. Così come è stato denunciato per lo stesso reato - ancora una volta - un anziano finalese di 83 anni (M.P., queste le iniziali del nome) che teneva in via Lomellina un pastore belga di Malenois, chiamato Robespierre dai volontari che lo hanno preso in cura. Il cane, come hanno accertato i volontari, era praticamente divorato dai parassiti, e legato ad una corda corta dentro un misero container di ferro. Entrambi i cani sono stati penalmente sequestrati dalla polizia municipale di Finale e affidati ai volontari finalese dell'associazione "Dimensione animali" che ha sede in via via Serraglio e che svolge questo servizio per conto del Comune di Finale. Ora la parola passa al magistrato, che vaglierà le informative della municipale.
fonte:gazzetta di modena
fonte:gazzetta di modena
domenica 3 aprile 2011
Condannata un’anziana per aver torturato e ucciso i gatti della vicina
Provincia di Alessandria - Quando a pagare le spese di incomprensioni e beghe fra vicini di casa sono bestiole innocenti. Dopo sei udienze si è concluso con una condanna e un’assoluzione il processo a Franca Vignolo e alla nuora Anna Persano, di 85 e 51 anni, suocera e nuora, abitanti in via XXV Aprile ad Arquata, la prima accusata di aver cagionato «con crudeltà» la morte di una gattina, colpita a bastonate, e di aver spezzato le zampe di un gattino, la seconda di aver preso a calci una gattina, rimasta in vita ma che partorì, a causa di quelle lesioni, alcuni mici morti. FrancaVignolo è stata condannata a 3000 euro di multa e a versare, immediatamente, 750 euro come risarcimento danni alla proprietaria dei gatti; Anna Persano è stata assolta. Per il pm le due donne dovevano essere condannate rispettivamente a tre e due mesi di reclusione. Ad essere presi di mira i gatti della vicina Rosina Aiello.
fonte:AGEN FAX- foto dal web-25 marzo
fonte:AGEN FAX- foto dal web-25 marzo
lunedì 21 marzo 2011
Detiene cane ferito alla catena, rinviato a giudizio 55enne
Castel di Lama (Ascoli Piceno)- LA CATENA di ferro gli ha tranciato la carne tanto profondamente da dover essere rimossa chirurgicamente. La vittima è un cane di Castel di Lama, legato alla sua cuccia. Aveva il collo pieno di larve di mosche e completamente infetto, a causa del laccio di metallo che lo imprigionava.
Per questa orribile vicenda è stato rinviato a giudizio dal Gup di Ascoli Rita De Angelis M. A., 55 anni. L’uomo dovrà comparire in aula il prossimo 7 luglio per rispondere del reato di maltrattamento di animali. La vicenda risale allo scorso dicembre, quando il cane bianco e di media taglia viene salvato dalle guardie zoofile: per liberare la bestiola dal laccio hanno dovuto estrarre le parti di metallo che si erano incuneate nella carne del cane per un paio di centimetri.
Il reato di cui dovrà rispondere il 55enne è relativamente ‘giovane’, introdotto con la legge 189 nel 2004. Chi maltratta gli animali rischia fino a un anno di carcere e 15mila euro di multa, se li usa per combattimenti clandestini la multa sale a 30mila euro. Per il cagnolino di Castel di Lama la giustizia è riuscita a individuare un responsabile. Non è successo così a Toast, uno splendido bracco ospitato, e diventato la mascotte, in effetti, dal canile di Appignano e curato per mesi dopo che qualcuno, purtroppo non identificato, lo ha ricoperto di benzina e gli ha dato fuoco. La cosa disarmante di Toast è che nonostante l’inferno che ha attraversato, fa ancora le feste e dimostra ancora un carattere docile e allegro.
Tante le storie agghiaccianti raccontate da chi con gli animali vive tutti i giorni, come la dottoressa Alice Agnelli, presidente dell’associazione l’Amico fedele (www.lamicofedele.it). Ma il pericolo, spiega la dottoressa, non è solo nei casi eclatanti come in quello di Castel di Lama o come nella vicenda di Toast: "Quello che deve essere preso in considerazione dalle istituzioni - spiega la Agnelli, al lavoro nel canile di Ripatransone - è che anche la la concezione del cane-moda, o del cane-giocattolo, sono presupposti di forme di maltrattamento non riconosciute, e proprio per questo ancor più gravi. Parlo cioè dei tantissimi cani adottati o acquistati in modo inconsapevole, cani lasciati da soli in giardino da proprietari convinti che ‘tanto il cane ha più bisogno di spazio che di compagnia’, cani messi a catena perché altrimenti scappano, cani relegati sui balconi. Cani che fisicamente stanno bene - conclude - ma che psicologicamente sono morti".
Per questa orribile vicenda è stato rinviato a giudizio dal Gup di Ascoli Rita De Angelis M. A., 55 anni. L’uomo dovrà comparire in aula il prossimo 7 luglio per rispondere del reato di maltrattamento di animali. La vicenda risale allo scorso dicembre, quando il cane bianco e di media taglia viene salvato dalle guardie zoofile: per liberare la bestiola dal laccio hanno dovuto estrarre le parti di metallo che si erano incuneate nella carne del cane per un paio di centimetri.
Il reato di cui dovrà rispondere il 55enne è relativamente ‘giovane’, introdotto con la legge 189 nel 2004. Chi maltratta gli animali rischia fino a un anno di carcere e 15mila euro di multa, se li usa per combattimenti clandestini la multa sale a 30mila euro. Per il cagnolino di Castel di Lama la giustizia è riuscita a individuare un responsabile. Non è successo così a Toast, uno splendido bracco ospitato, e diventato la mascotte, in effetti, dal canile di Appignano e curato per mesi dopo che qualcuno, purtroppo non identificato, lo ha ricoperto di benzina e gli ha dato fuoco. La cosa disarmante di Toast è che nonostante l’inferno che ha attraversato, fa ancora le feste e dimostra ancora un carattere docile e allegro.
Tante le storie agghiaccianti raccontate da chi con gli animali vive tutti i giorni, come la dottoressa Alice Agnelli, presidente dell’associazione l’Amico fedele (www.lamicofedele.it). Ma il pericolo, spiega la dottoressa, non è solo nei casi eclatanti come in quello di Castel di Lama o come nella vicenda di Toast: "Quello che deve essere preso in considerazione dalle istituzioni - spiega la Agnelli, al lavoro nel canile di Ripatransone - è che anche la la concezione del cane-moda, o del cane-giocattolo, sono presupposti di forme di maltrattamento non riconosciute, e proprio per questo ancor più gravi. Parlo cioè dei tantissimi cani adottati o acquistati in modo inconsapevole, cani lasciati da soli in giardino da proprietari convinti che ‘tanto il cane ha più bisogno di spazio che di compagnia’, cani messi a catena perché altrimenti scappano, cani relegati sui balconi. Cani che fisicamente stanno bene - conclude - ma che psicologicamente sono morti".
Eleonora Grossi-fonte:il resto del carlino
lunedì 7 marzo 2011
Palmi, cane in pessime condizioni e a catena,denunciato 73enne
Un pensionato di Palmi, A.A., di 73 anni, proprietario di un cane di razza maremmana, è stato denunciato dal comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di Reggio, per maltrattamento. L'uomo, secondo quanto accertato dagli agenti, custodiva il proprio animale in precarie condizioni igienico - sanitarie e legato ad una grossa catena e privato quindi della possibilità di muoversi adeguatamente. L'intervento degli agenti ha fatto seguito ad una segnalazione giunta al centralino di emergenza ambientale 1515 da parte di alcune volontarie di un'associazione animalista. Gli agenti, intervenuti in località Marinella di Palmi, assieme ad un veterinario dell'Azienda sanitaria provinciale, hanno constatato le pessime condizioni di salute e di nutrizione oltre che il cattivo mantenimento dal punto di visto igienico dell'animale.
fonte:telereggiocalabria.it
mercoledì 2 marzo 2011
Edoardo Stoppa va a "trovare" un pseudo allevatore a Colfelice
01.03.2011
Edoardo Stoppa e la sua troupe viene anche aggredita dai figli dell'allevatore.
Edoardo Stoppa e la sua troupe viene anche aggredita dai figli dell'allevatore.
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