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martedì 30 novembre 2010

«Obbligo soccorso animali? La mia odissea»


INOLTRIAMO QUESTA LETTERA DA "L'ARENA DI VERONA",A VOI I COMMENTI!

Verona. Un lettore ci ha raccontato la sua odissea per avere assistenza dopo aver trovato due cani sulla strada, uno morto e l'altro ferito. Da quello che dice, non sembra proprio sia stato facile aiutare quelle due povere bestiole. E sì che il nuovo Codice della strada prevede che soccorrere gli animali feriti sia obbligatorio. Senza contare le numerose pubblicità fatte dalle istituzioni per sensibilizzare l'opinione pubblica con i numeri di telefono delle forze dell'ordine da chiamare in caso di ritrovamento di animali investiti.

Ecco la lettera che ci ha inviato: «Vi segnalo quanto accadutomi il 25 novembre, che mi ha lasciato sdegnato dall’atteggiamento dei pubblici ufficiali di Grezzano e Verona. Mi trovavo di passaggio in località Grezzano (VR), a pochi chilometri da Mozzecane; nel percorrere la strada principale del paese mi sono accorto della presenza di due cani al lato della strada: uno era steso a terra ferito e l’altro guaiva disperato. Accostata l’auto, mi sono accorto che un cane era vivo ma gravemente ferito (non riesciva a muovere le zampe posteriori). Non essendo del posto e non conoscendo la zona non sapevo come muovermi.
Un signore in bicicletta si è fermato vedendo il cane ferito, ma mi ha subito detto di lasciarlo li, tanto l’indomani sarebbe morto …
Ho subito capito che non mi avrebbe dato nessun aiuto a soccorerlo. Mi sono spostato in una viuzza laterale per verificare se il cane appartenesse a qualcuno, purtroppo con esito negativo.
Ritornato dal cane ferito, ho trovato una ragazza di un’abitazione vicina alla quale ho chiesto di contattare immediatamente la polizia locale per portargli soccorso. Ma la risposta che ha ricevuto è stata disarmante: le è stato risposto che era finito il turno e che se il cane fosse stato ancora li l’indomani gli avrebbero dato soccorso …».
«Sentita questa risposta», continua il nostro lettore, «mi sono rivolto al 112 per segnalare il fatto, senza ottenere alcuna risposta. Ho riprovato più volte con due telefoni ma sempre con lo stesso esito: il 112 non rispondeva. Allora ho contattato il 113 spiegando l’accaduto a un’operatrice della polizia di Verona che mi ha però risposto che non era di loro competenza e che avrei dovuto contattare la polizia locale e non i carabinieri». «A quel punto», prosegue, «ho fatto presente che né polizia locale né carabinieri erano stati di alcun aiuto e che avevo bisogno di assistenza, ma la risposta dell'operatrice del 113 è stata piouttosto secca: lei non sapeva cosa farci… e fine della telefonata».
«Ho quindi nuovamente ricontattato personalmente la polizia locale, e questa volta l'agente mi ha detto che stava uscendo qualcuuno per vedere il cane. E dopo circa trenta minuti o più , è arrivato l’ufficiale pubblico comunale. Era ormai sceso il buio, quindi data una rapida occhiata al cane, ha contattato prima il canile per confermare che il cane era ancora lì e solamente in seguito il veterinario…».
«Effettivamente non capisco l’urgenza di contattare prima il canile: se avevo segnalato un cane gravemente ferito credo non ci volesse un pubblico ufficiale per valutare se il cane fosse ferito o meno; del resto il poveretto si lamentava, non riusciva a muoversi e perdeva sangue dalla bocca …».
«Gli ho chiesto come avrei dovuto comportarmi qualora mi fossi trovato nuovamente in una situazione simile. Mi ha risposto che quello che avevo fatto andava benissimo, ma che purtroppo per la situazione di carenza di personale non potevano fare di meglio».
«Chiestole se potevo andare, mi ha risposto di si, notando però che l'ufficiale comunale se ne andava ad attendere l’accalappiacani nelle vicinanze del campo sportivo, a circa 200 metri dal posto dove eravamo e abbandonando il cane lì solo».

Un vostro lettore che preferisce rimanere anonimo

venerdì 12 novembre 2010

Filago (BG): Carne avvelenata, strage di animali


Strage di animali domestici a Filago, nella Bergamasca. Una decina di gatti e cani sono morti dopo aver mangiato carne avvelenata. I bocconi sono stati conficcati su alcuni paletti. Una delle famiglie prorietarie degli animali uccisi ha trovato una polpetta di carne e l'ha consegnata alle guardie ecologiche. Le analisi dell'Asl hanno rivelato che conteneva metaldeide, composto chimico usato come pesticida contro le lumache e letale se ingerito.
Carne avvelenata, strage di animali

Altre esche avvelenate sono state trovate nelle zone intorno al fiume Brembo tra Filago, Brembate, Bonate Sotto e Madone e lungo il canale Masnada.

L'allarme non riguarda soltanto gli animali domestici: le guardie ecologiche hanno rinvenuto anche le carcasse di una poiana e di una volpe, morte senza segni di violenza o di malattia. Per questo le autorità invitano i proprietari dei cani a tenere gli animali al guinzaglio e hanno avvisato la popolazione a non toccare (se non con i guanti) le polpette che possono trovare nei campi.

fonte:tgcom

Orrore a Sassari, sette cavalli da corsa sgozzati in ippodromo


(FONTE ANSA)SASSARI - Sette cavalli da corsa sono stati sgozzati durante la notte all'interno delle scuderie dell'ippodromo "Pinna" di Sassari. Sei degli animali appartengono a un imprenditore nuorese. Sarebbe proprio l'uomo, secondo i carabinieri della Compagnia di Sassari, l'obiettivo dell'atto criminale. Stamattina sono stati i dipendenti dell'impianto ippico, che si trova a poche centinaia di metri dalla caserma, a fare la scoperta e ad avvisare i Carabinieri. Sul posto, insieme con i militari guidati dal capitano Sergio Molinari, sono intervenuti gli esperti della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale. Secondo i primi rilievi, tutti i cavalli sarebbero stati colpiti alla gola in modo da farli morire dissanguati i pochi secondi.

C'e' forse la gelosia per le vittorie dei suoi cavalli in corse al galoppo in Sardegna e nella penisola dietro l'uccisione, nell'ippodromo ''Pinna'' di Sassari, di sei cavalli da corsa della scuderia di Salvatore Pili, un imprenditore edile di Gavoi (Nuoro). E' questa la prima ipotesi investigativa dei Carabinieri della Compagnia del capoluogo turritano. Nella loro furia omicida i malviventi che hanno agito in piena notte hanno ucciso anche un cavallo, ospitato nella stessa fila di box dei quadrupedi di Pili, di proprieta' di un altro appassionato allevatore, Francesco Cottu, di Ollolai (Nuoro).

Intanto gli accertamenti dei Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche e dei veterinari della Asl sassarese hanno permesso di scoprire che i cavalli non sono stati sgozzati, ma uccisi con un unico colpo in fronte. Se con una pistola per macellazione, comunemente usata nei mattatoi o un'arma di piccolo calibro, lo accertera' la perizia disposta dal magistrato di turno. Le teste dei sette cavalli sono state prelevate dai veterinari e portate all'Istituto zooprofilattico di Sassari. Le carcasse saranno, invece, incenerite. Gli investigatori stanno ricostruendo le vittorie in carriera dei cavalli uccisi nel tentativo di individuare il movente e i responsabili.

mercoledì 10 novembre 2010

Porta da mangiare a una colonia di gatti, anziana malmenata


TARQUINIA (VT) - La pensionata si era recata a Marina Velka per accudire una colonia di gatti all'interno del giardino della villetta di proprietà di una sua conoscente. All'improvviso l'uomo ha scatenato contro di lei la sua furia, apparentemente senza alcuna ragione plausibile. Non contento, dopo aver picchiato la donna le ha anche scaricato un secchio di rifiuti sull'auto. A quel punto l'anziana è fuggita a bordo dell'auto rifugiandosi in lacrime al Commissariato di polizia di Tarquinia. Ha raccontato tutto agli agenti del vicequestore Bartoli senza però poter dare notizie concrete riguardo al suo aggressore. I poliziotti non hanno perso tempo ed è scattato un sopralluogo sulla vettura da parte della Scientifica. Gli agenti cercavano eventuali impronte dell'aggressore e invece hanno trovato un mazzo di chiavi con il telecomando di un cancello elettrico. C'è voluto poco per capire che appartenevano all'aggressore. Gli agenti hanno così deciso di passare nelle strade della zona in cui era avvenuta la «bravata» provando ad azionare il telecomando davanti ai cancelli delle varie villette. Alla fine hanno trovato quello giusto che si è aperto e la pattuglia è riuscita a rintracciare l'aggressore, che era rimasto sotto la pioggia nei pressi della sua abitazione in cui non era potuto entrare avendo perso le chiavi. L'uomo è stato costretto ad ammettere che era lui il responsabile del brutale pestaggio. Una furia cieca innescata dal fatto che si è sentito esausto per il disturbo creato dalla colonia di gatti che a suo dire insudiciano e creano problematiche igieniche sanitarie. L'aggressore sbadato ha potuto far rientro a casa ma è stato denunciato ed ora dovrà rispondere dell'accusa di lesioni davanti al magistrato.

fonte:il tempo

NUTRIE "PERICOLOSE PER I BAMBINI"? FALSO. MA INTANTO UNA UCCISA A BADILATE


È di questi giorni la notizia che alcuni abitanti residenti in via Valle, a Tortona, vedendo qualche nutria passeggiare sul ciglio della strada, impauriti e temendo per l’incolumità dei propri bambini, ne hanno addirittura uccisa una a colpi di badile. Sul luogo sono intervenuti i vigili urbani per rimuovere la carcassa e la LAV si chiede se la persona che ha ucciso l'animale sia stata denunciata alla Procura della Repubblica per il reato di uccisione di animali (art 544-bis Codice penale) che prevede la reclusione da tre a 18 mesi (“Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.”)

Un delitto davvero gratuito, quello di Tortona, se si pensa che la nutria non è affatto un animale pericoloso, per nessuno. Si tratta di un roditore erbivoro che si nutre di giunchi, ninfee, foglie, fusti e radici. Di origine americana, appartiene alla "fauna selvatica" che vive in stato di naturale libertà e, soprattutto, non è cacciabile. Introdotta in Italia nel ‘novecento purtroppo per la sua pelliccia, è un animale che proprio nel 1928 ad Alessandria, vide allestire il suo primo crudele allevamento. Poi, agli inizi degli anni ‘80 la richiesta di pelliccia diminuì e le ditte che chiudevano si “liberavano” degli animali immettendoli in ambienti fino ad allora non popolati.
I predatori delle nutrie sono le volpi, le poiane e il pesce siluro. La loro riproduzione è già di per sé regolata in natura, a causa delle rigide temperature invernali. Nonostante ciò, pur esistendo tali metodi di contenimento della specie per così dire "ecologici", si preferisce intervenire con mezzi cruenti, come la cattura con le trappole e la successiva uccisione. Perfino con l’avvelenamento che, come è noto, rischia di uccidere anche altri animali.

La LAV rivolge un appello alla popolazione e all’amministrazione locale affinché non mettano in atto comportamenti da “caccia alle streghe” verso animali ai quali si deve tutela e rispetto

sabato 6 novembre 2010

Gela,3 cani uccisi davanti ad un mobilificio,forse avvertimento al proprietario


Gela- Tre cani di grossa taglia sono stati trovati privi di vita davanti ad un mobilificio. E’ stato lo stesso titolare nonchè padrone delle quattro zampe, a denunciare subito il triste episodio agli agenti del locale commissariato di polizia, che giunti sul posto hanno avviato i primi accurati sopralluoghi. Dei malviventi però nessuna traccia. I cani, secondo le prime indiscrezioni sarebbero stati uccisi intorno alle 2 di notte da sconosciuti e abbandonati all’ingresso dell’attività commerciale. La vittima scoinvolta, nella stessa notte di mercoledì, non ha saputo fornire agli inquirenti utili indizi per risalire agli autori del vile gesto.


Gli animali, durante l’avvelenamento si trovavano nel piazzale esterno del mobilificio preso di mira. Si tratta di un fatto inquietante che ha spinto gli inquirenti ad avviare con urgenza un’indagine. Non si esclude l’ipotesi dell’ avvertimento per il titolare del negozio di arredamenti.
L’esercente sempre nella stessa notte, ha presentato nei locali del commissariato di via Calogero Zucchetto, una denuncia contro ignoti. Saranno gli agenti di polizia ad occuparsi della delicata questione.

fonte:giornale di gela