SANTERAMO (Bari) - Nati solo da qualche settimana e hanno gia conosciuto la crudeltà umana. Protagonisti dei cuccioli gettati ancora vivi, come fossero spazzatura, chiusi in un sacco di plastica. Nelle prime ore di ieri mattina un operatore ecologico ha trovato cinque cuccioli in un sacco di plastica, depositato nell’ultimo cassonetto in via Jazzitello, all’altezza del radar dell’Aeronautica militare. I cuccioli hanno avuto la forza di lanciare un flebile guaito richiamando cosi l’attenzione dell’ouomo mentre si accingeva a depositare il sacco nell’autocompattatore dei rifiuti. Nel giro di pochi minuti, grazie alla segnalazione all’ufficio Ambiente del Comune e grazie alla grande disponibilità della signora Mariella Digirolamo, presidente della locale sezione dell’Associazione nazionale protezione animali, tutti i cuccioli sono stati messi al sicuro. «Chi compie simili atti certamente non può essere chiamato uomo - afferma un cittadino -. Bisogna andare fino in fondo a questa vicenda. Chiedo ai cittadini residenti nella zona di segnalare, se hanno visto qualcosa, notizie utili al fine di individuare i responsabili, passibili di denuncia».
foto:lagazzettadelmezzogiorno.it
Visualizzazione post con etichetta news. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta news. Mostra tutti i post
martedì 22 novembre 2011
martedì 25 ottobre 2011
CANI E PECORE DI USSITA ANCORA NELLE STESSE CONDIZIONI DI 2 ANNI FA
Il giorno 15 ottobre 2011 per l'ennesima volta i volontari sono andati a Casali di Ussita a portare il mangime per i cani del pastore tristemente conosciuto.
Sono nate altre due cucciolate dalle cagne libere per il paese che non sono mai state catturate, nonostante le ordinanze del Sindaco. I volontari dovevano prendere i cuccioli e portarli via dal momento che ormai è chiaro che se si aspetta che le autorità preposte facciano qualcosa, nasceranno decine e decine di cuccioli. Non sono riusciti a prenderli perché nel frattempo il bravo pastore li ha trovati e portati nella stalla separandoli dalle madri che ora vagano per il paese con le mammelle gonfie di latte. I cuccioli non sono ancora svezzati e quindi possiamo immaginare che fine faranno nella stalla. Probabilmente il pastore riserverà loro la stessa sorte di quelli ripresi dalla troupe di “Striscia la Notizia” nella stalla in fondo ad un bidone di lamiera: beh quei cuccioli sono morti tutti e per questo il pastore è stato rinviato a giudizio. L’udienza si terrà 9 dicembre prossimo.
I volontari hanno contattato telefonicamente il sindaco, lo hanno informato delle tre nuove cucciolate (la terza riguarda i cuccioli nati a primavera), il sindaco ha risposto: “Ah, non lo sapevo!, adesso farò l’ordinanza! “ Purtroppo è film già visto, il sindaco continuerà a fare ordinanze, il pastore continuerà a non rispettarle, gli animali continueranno a morire.
Il sindaco è tranquillo perché ha vinto anche il ricorso al TAR che aveva proposto il pastore perché rivoleva indietro i cani sequestrati a gennaio, ma di fatto le cose non cambiano. Quando ad agosto sono andati i carabinieri per effettuare il sequestro dei cani che dovevano essere consegnati ai volontari entro giugno come stabilito nell’ordinanza del sindaco, se ne sono tornati a casa senza cani perché il pastore si è rifiutato di accompagnarli sui pascoli montani per prelevarli.
Al sequestro di febbraio, quando sono intervenute le forze dell’ordine, abbiamo saputo che queste avevano ricevuto l’ordine di arrestare il pastore se avesse opposto resistenza. Il pastore si é opposto e nessuno lo ha arrestato.
La situazione idilliaca che le autorità si erano subito preoccupate di far conoscere a tutti attraverso i giornali e vari comunicati stampa, dopo i servizi di Striscia e dopo il sequestro, è di nuovo precipitata: i 17 cani che il pastore era stato autorizzato a detenere sono diventati 27 come risulta in anagrafe, per cui il pastore dovrebbe consegnare altri 10 cani, ma nessuno gliene fa richiesta.
A Casali di Ussita i cani continuano a nascere e a morire miseramente e quelli che restano in vita sono malati, denutriti e maltrattati.
Il pastore è già stato condannato per il reato di maltrattamento e per legge i cani gli dovevano essere tutti confiscati. Qualcuno si è forse dimenticato di applicare la legge?
Il pastore per la sua attività percepisce i contributi comunitari, l’Agea. la Guardia di Finanza e i competenti uffici regionali sono stati informati, è suo diritto continuare a percepirli?
Chiediamo con forza a tutte le autorità, per quanto di loro competenza, di attivarsi per fermare questa situazione, per ripristinare la legalità violata, in particolare chiediamo alla Procura della Repubblica di Camerino di intervenire con decisione ordinando il sequestro del gregge e al Gip di disporre la confisca dei cani già oggetto di maltrattamento come per legge.
Associazione Amici Animali
foto del marzo 2010
Sono nate altre due cucciolate dalle cagne libere per il paese che non sono mai state catturate, nonostante le ordinanze del Sindaco. I volontari dovevano prendere i cuccioli e portarli via dal momento che ormai è chiaro che se si aspetta che le autorità preposte facciano qualcosa, nasceranno decine e decine di cuccioli. Non sono riusciti a prenderli perché nel frattempo il bravo pastore li ha trovati e portati nella stalla separandoli dalle madri che ora vagano per il paese con le mammelle gonfie di latte. I cuccioli non sono ancora svezzati e quindi possiamo immaginare che fine faranno nella stalla. Probabilmente il pastore riserverà loro la stessa sorte di quelli ripresi dalla troupe di “Striscia la Notizia” nella stalla in fondo ad un bidone di lamiera: beh quei cuccioli sono morti tutti e per questo il pastore è stato rinviato a giudizio. L’udienza si terrà 9 dicembre prossimo.
I volontari hanno contattato telefonicamente il sindaco, lo hanno informato delle tre nuove cucciolate (la terza riguarda i cuccioli nati a primavera), il sindaco ha risposto: “Ah, non lo sapevo!, adesso farò l’ordinanza! “ Purtroppo è film già visto, il sindaco continuerà a fare ordinanze, il pastore continuerà a non rispettarle, gli animali continueranno a morire.
Il sindaco è tranquillo perché ha vinto anche il ricorso al TAR che aveva proposto il pastore perché rivoleva indietro i cani sequestrati a gennaio, ma di fatto le cose non cambiano. Quando ad agosto sono andati i carabinieri per effettuare il sequestro dei cani che dovevano essere consegnati ai volontari entro giugno come stabilito nell’ordinanza del sindaco, se ne sono tornati a casa senza cani perché il pastore si è rifiutato di accompagnarli sui pascoli montani per prelevarli.
Al sequestro di febbraio, quando sono intervenute le forze dell’ordine, abbiamo saputo che queste avevano ricevuto l’ordine di arrestare il pastore se avesse opposto resistenza. Il pastore si é opposto e nessuno lo ha arrestato.
La situazione idilliaca che le autorità si erano subito preoccupate di far conoscere a tutti attraverso i giornali e vari comunicati stampa, dopo i servizi di Striscia e dopo il sequestro, è di nuovo precipitata: i 17 cani che il pastore era stato autorizzato a detenere sono diventati 27 come risulta in anagrafe, per cui il pastore dovrebbe consegnare altri 10 cani, ma nessuno gliene fa richiesta.
A Casali di Ussita i cani continuano a nascere e a morire miseramente e quelli che restano in vita sono malati, denutriti e maltrattati.
Il pastore è già stato condannato per il reato di maltrattamento e per legge i cani gli dovevano essere tutti confiscati. Qualcuno si è forse dimenticato di applicare la legge?
Il pastore per la sua attività percepisce i contributi comunitari, l’Agea. la Guardia di Finanza e i competenti uffici regionali sono stati informati, è suo diritto continuare a percepirli?
Chiediamo con forza a tutte le autorità, per quanto di loro competenza, di attivarsi per fermare questa situazione, per ripristinare la legalità violata, in particolare chiediamo alla Procura della Repubblica di Camerino di intervenire con decisione ordinando il sequestro del gregge e al Gip di disporre la confisca dei cani già oggetto di maltrattamento come per legge.
Associazione Amici Animali
foto del marzo 2010
domenica 20 febbraio 2011
Pordenone: pastore tedesco decapitato, animalisti in rivolta
Provincia di Pordenone - Ucciso e decapitato senza pietà: è stata la terribile fine di un cane lupo nella Pedemontana, ennesima vittima della crudeltà umana.
La testa mozzata è stata trovata dagli animalisti dell’associazione Profauna, domenica scorsa in un boschetto di Budoia.
«I volontari animalisti dell’associazione sono stati avvisati da una telefonata di un’amica budoiese, dopo il passaparola in paese - ha riassunto Laura Daneluz, che a Pordenone si occupa di una colonia felina e da sempre difende i diritti degli animali -. Il sopralluogo ha confermato un atto orribile di violenza. I volontari hanno visto la testa di un pastore tedesco affiorare dal terreno in via Cialata di Budoia, in un bosco poco distante dal nucleo abitato».
La macabra scoperta ha cause ignote: una violenza gratuita al povero cane, troppo amico dell’uomo? Un avvertimento di minaccia in stile mafioso, per i proprietari del lupo? Una vendetta trasversale di uno squilibrato?
«La telefonata al 112 e rapido arrivo del cino-vigile che aveva la reperibilità, ha portato alla constatazione, tramite lettore, del fatto che il cane era provvisto di microchip - ha continuato Daneluz -. Stupore, sdegno, perplessità sono state le nostre reazioni. Nella speranza che le autorità preposte possano trovare risposta, alla ragione di un atto così incivile ed esecrabile».
L’intervento dei vigili di Budoia non ha risolto il caso: il silenzio assordante calato sulla vicenda, rischia di legittimare l’impunità della violenza.
«Chiediamo attenzione - hanno concluso gli animalisti - e massimo impegno per trovare i colpevoli. I diritti degli animali sono quelli alla vita, al rispetto e all’amore che donano senza riserve».
fonte:MESSAGGERO VENETO PORDENONE-Chiara Benotti
La testa mozzata è stata trovata dagli animalisti dell’associazione Profauna, domenica scorsa in un boschetto di Budoia.
«I volontari animalisti dell’associazione sono stati avvisati da una telefonata di un’amica budoiese, dopo il passaparola in paese - ha riassunto Laura Daneluz, che a Pordenone si occupa di una colonia felina e da sempre difende i diritti degli animali -. Il sopralluogo ha confermato un atto orribile di violenza. I volontari hanno visto la testa di un pastore tedesco affiorare dal terreno in via Cialata di Budoia, in un bosco poco distante dal nucleo abitato».
La macabra scoperta ha cause ignote: una violenza gratuita al povero cane, troppo amico dell’uomo? Un avvertimento di minaccia in stile mafioso, per i proprietari del lupo? Una vendetta trasversale di uno squilibrato?
«La telefonata al 112 e rapido arrivo del cino-vigile che aveva la reperibilità, ha portato alla constatazione, tramite lettore, del fatto che il cane era provvisto di microchip - ha continuato Daneluz -. Stupore, sdegno, perplessità sono state le nostre reazioni. Nella speranza che le autorità preposte possano trovare risposta, alla ragione di un atto così incivile ed esecrabile».
L’intervento dei vigili di Budoia non ha risolto il caso: il silenzio assordante calato sulla vicenda, rischia di legittimare l’impunità della violenza.
«Chiediamo attenzione - hanno concluso gli animalisti - e massimo impegno per trovare i colpevoli. I diritti degli animali sono quelli alla vita, al rispetto e all’amore che donano senza riserve».
fonte:MESSAGGERO VENETO PORDENONE-Chiara Benotti
lunedì 7 febbraio 2011
Svizzera, smentita l’uccisione del cane per evasione tassa
Sembra che la terribile notizia circolata negli ultimi giorni sull’uccisione di un cane in Svizzera a causa del mancato pagamento della tassa sul possesso degli animali, sia stata smentita. Pare che non sia stata rintracciata nessuna signora Marilena Iarrotta e che non figuri sugli elenchi della cittadina di Reconvilier.
Se ne deduce quindi che i giornali italiani hanno pubblicato una bufala. Ma chi ha potuto inventare una cosa del genere che ha fatto si che al sindaco di Reconvilier arrivassero più di 700mila mail di minacce? Che macabro scherzo è mai questo? Il primo cittadino Torti, alquanto seccato dalla vicenda, dice che: “Non so neppure chi sia questa donna italiana. Una donna che non esiste (…) Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Non è vero niente!” e continua ribadendo: “Ora sono stufo di questa storia. Abbiamo mandato un comunicato stampa già dieci giorni fa“. Non ci resta che sperare che sia davvero così, meglio che si tratti di invenzione e non di realtà.
fonte:notizie fresche
Se ne deduce quindi che i giornali italiani hanno pubblicato una bufala. Ma chi ha potuto inventare una cosa del genere che ha fatto si che al sindaco di Reconvilier arrivassero più di 700mila mail di minacce? Che macabro scherzo è mai questo? Il primo cittadino Torti, alquanto seccato dalla vicenda, dice che: “Non so neppure chi sia questa donna italiana. Una donna che non esiste (…) Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Non è vero niente!” e continua ribadendo: “Ora sono stufo di questa storia. Abbiamo mandato un comunicato stampa già dieci giorni fa“. Non ci resta che sperare che sia davvero così, meglio che si tratti di invenzione e non di realtà.
fonte:notizie fresche
domenica 6 febbraio 2011
Insulti e molestie contro la signora che cura tutti i gatti
PIETRASANTA (LU). Marta è stanca. «Sono 20 anni che ogni giorno, giro il centro storico per dare da mangiare ai gatti senza padrone. Ma oggi, a 75 anni, di insulti, umiliazioni e percosse non ne posso più. Amo gli animali, ma intorno a me c’è tanta indifferenza. Anche fra le istituzioni. Qualcuno mi dia una mano, altrimenti non potrò che farmi da parte».
Non vuole essere chiamata “gattara”, Marta, «non perché mi vergogni, figuriamoci...». E allora?
«Semplicemente, perché me lo gridano dietro, anche quando attraverso piazza Duomo, in tono offensivo». Può scrivere la “signora dei gatti?”, ma soprattutto non vuole vedere pubblicate le sue generalità, Marta è un nome di fantasia, sui giornali. «E’ vero, mi conoscono tutti, ma dopo le ultime aggressioni che ho subito, anche le mie figlie mi hanno detto di fare un passo indietro. Di farmi notare meno. Nello scorso mese di settembre sono stata spinta per terra da alcuni ragazzi in motorino, facendomi seriamente male ad un ginocchio. Ero in via del Teatro e ho fatto denuncia. Sono, credo, gli stessi ragazzi, che quando vado per il centro città a portare da mangiare ai gatti, mi deridono, mi fischiano dietro, mi offendono. Un’altra volta è stato un signore a spintonarmi, dalle parti della parrocchia dei Frati, e dopo avermi dato della poco di buono è entrato in chiesa. Un altro mi ha minacciato con un badile in mano. Ce l’hanno con me, perché porto scatolette a questi animali che si radunano in varie zone del territorio. Preferirebbero vederli morti quei gatti, forse per non averli più intorno. La sottoscritta, che è provvista di regolare autorizzazione, ne segue un’ottantina; al mercato di via Oberdan, in via Crocialetto, alla Coop, dalle parti del Ricovero, ai Frati, in via del Teatro. Tutte colonie identificate, come da prescrizione di legge. E lo faccio con passione, mettendoci denaro di tasca mia e non è che ho grandi disponibilità economiche. Anzi. Ogni giorno spendo dai 15 ai 20 euro. C’è anche chi fa delle offerte e chi mi dà una mano: brave persone. Quello che non fa, al contrario, l’attuale amministrazione comunale».
«In passato l’ex sindaco aveva stanziato in bilancio una certa somma per i viveri da destinare ai gatti (2.000 mila euro solo però un anno fa, ndr.), oggi non ci sono, mi dicono, neanche gli spiccioli. Però io da sola non ce la faccio e anche in famiglia - racconta Marta - mi dicono di lasciare stare, di riposarmi. Ho i miei anni e la salute non è delle migliori, ma quello che più mi mortifica e rattrista è la cattiveria di certe persone. Quelle che tirano via, di nascosto, la ciotola destinata ai gatti, o che disperdono il cibo che lascio loro. Quelle che mi offendono, mentre porto da mangiare. Però, la maggioranza delle persone mi vuole bene, così come mi vogliono bene i gatti. Che mi aspettano ogni giorno. A casa ne ho una quindicina. Bisogna avere a cuore gli animali, per riuscire poi a fare del bene al prossimo. Ma certa gente il cuore neanche sa dove sta».
fonte:IL TIRRENO
Non vuole essere chiamata “gattara”, Marta, «non perché mi vergogni, figuriamoci...». E allora?
«Semplicemente, perché me lo gridano dietro, anche quando attraverso piazza Duomo, in tono offensivo». Può scrivere la “signora dei gatti?”, ma soprattutto non vuole vedere pubblicate le sue generalità, Marta è un nome di fantasia, sui giornali. «E’ vero, mi conoscono tutti, ma dopo le ultime aggressioni che ho subito, anche le mie figlie mi hanno detto di fare un passo indietro. Di farmi notare meno. Nello scorso mese di settembre sono stata spinta per terra da alcuni ragazzi in motorino, facendomi seriamente male ad un ginocchio. Ero in via del Teatro e ho fatto denuncia. Sono, credo, gli stessi ragazzi, che quando vado per il centro città a portare da mangiare ai gatti, mi deridono, mi fischiano dietro, mi offendono. Un’altra volta è stato un signore a spintonarmi, dalle parti della parrocchia dei Frati, e dopo avermi dato della poco di buono è entrato in chiesa. Un altro mi ha minacciato con un badile in mano. Ce l’hanno con me, perché porto scatolette a questi animali che si radunano in varie zone del territorio. Preferirebbero vederli morti quei gatti, forse per non averli più intorno. La sottoscritta, che è provvista di regolare autorizzazione, ne segue un’ottantina; al mercato di via Oberdan, in via Crocialetto, alla Coop, dalle parti del Ricovero, ai Frati, in via del Teatro. Tutte colonie identificate, come da prescrizione di legge. E lo faccio con passione, mettendoci denaro di tasca mia e non è che ho grandi disponibilità economiche. Anzi. Ogni giorno spendo dai 15 ai 20 euro. C’è anche chi fa delle offerte e chi mi dà una mano: brave persone. Quello che non fa, al contrario, l’attuale amministrazione comunale».
«In passato l’ex sindaco aveva stanziato in bilancio una certa somma per i viveri da destinare ai gatti (2.000 mila euro solo però un anno fa, ndr.), oggi non ci sono, mi dicono, neanche gli spiccioli. Però io da sola non ce la faccio e anche in famiglia - racconta Marta - mi dicono di lasciare stare, di riposarmi. Ho i miei anni e la salute non è delle migliori, ma quello che più mi mortifica e rattrista è la cattiveria di certe persone. Quelle che tirano via, di nascosto, la ciotola destinata ai gatti, o che disperdono il cibo che lascio loro. Quelle che mi offendono, mentre porto da mangiare. Però, la maggioranza delle persone mi vuole bene, così come mi vogliono bene i gatti. Che mi aspettano ogni giorno. A casa ne ho una quindicina. Bisogna avere a cuore gli animali, per riuscire poi a fare del bene al prossimo. Ma certa gente il cuore neanche sa dove sta».
fonte:IL TIRRENO
venerdì 28 gennaio 2011
Ambam, il gorilla che cammina come un uomo- VIDEO
Diventato la star del Port Lymphe Wild Animal Park in Inghilterra. Il gorilla maschio 21enne si trova perfettamente a suo agio in un'insolita posizione eretta.Gia 250000 mila click su youtube
lunedì 17 gennaio 2011
Rapinato mentre aspetta bus, pitbull usato come arma
Un pitbull utilizzato come arma per una rapina a Bologna. A raccontarlo alla Polizia e' stato un pachistano di 33 anni che, mentre aspettava il bus in via Torino alla periferia della citta', ha visto il cane che gli correva incontro ringhiando. Il proprietario dell'animale, invece che trattenerlo, glielo ha aizzato contro, intimando allo straniero di consegnargli quello che aveva. Questi, morsicato ad un polpaccio, gli ha dato il portafogli con circa 100 euro, quindi padrone e cane sono fuggiti. Il pachistano e' stato poi medicato all'ospedale e giudicato guaribile in cinque giorni. (ANSA)
GIALLO SUI CANI AVVELENATI SULL'AMIATA
17 gennaio 2011 - Avrebbero comprato veleno, per poi confezionare bocconi mortali con i quali uccidere i cani nella zona di Roccalbegna. È questa l'ipotesi di reato nei confronti di almeno sette persone indagate dalla Procura di Grosseto con l'accusa di maltrattamenti e uccisione di animali.
Gli uomini del Corpo Forestale con i colleghi della polizia proviciale hanno eseguito un blitz tra il Monte Labro e la zona di Piscinello. «Durante le perquisizioni - confermano gli investigatori - sono stati fatti alcuni sequestri». Saranno gli esami di laboratorio, affidati agli specialisti, a dire se quelle sostanze sono le stesse che hanno ucciso una decina di cani.
Quattro le denunce raccolte lo scorso anno riguardo al rinvenimento di cani morti in zone distinte del comune di Roccalbegna in località Le Capanne. Le cause di quei decessi, come accertarono le successive analisi effettuate dallo Zooprofilattico Sperimentale della Toscana, erano da attribuire all'ingestione di bocconi avvelenati preparati utilizzando parti di agnello e stricnina e metaldeide.
Per questo ieri mattina è stata organizzata l'attività di polizia giudiziaria congiunta tra il comando polizia provinciale, il Corpo forestale dello Stato di Grosseto con il supporto tecnico dell'Istituto Zooprofilatico Sperimentale di Grosseto.
Dalle 8,30 sono state eseguite, su delega della Procura di Grosseto, numerose perquisizioni all''interno di immobili e ruderi della zona, appartenenti a diversi proprietari, con conseguenti sequestri di materiali attinenti alle indagini e utili per il proseguimento dell'inchiesta. Al blitz ha partecipato anche un medico dell'Asl 9 che durante i sequestri all'interno degli allevamenti di pecore ha effettuato diversi prelievi sugli stessi animali. «Se nella zona è stato sparso veleno, le pecore - è l'ipotesi degli inquirenti - lo hanno mangiato».
«I reati per cui si procede - fanno sapere gli inquirenti - sono quelli di cui agli articoli 544 bis - uccisione di animali - e ter - maltrattamento di animali - del codice penale. Per questi reati il legislatore ha stabilito recentemente un inasprimento delle pene fino al punto di catalogare queste condotte tra quelle delittuose con pene di reclusione fino a 18 mesi».
Adesso saranno determinanti le comparazioni di laboratorio tra le sostanze trovate a casa degli indagati e quelle ritrovate all'interno degli animali uccisi lo scorso anno.
Federico Lazzotti – Il Tirreno
Gli uomini del Corpo Forestale con i colleghi della polizia proviciale hanno eseguito un blitz tra il Monte Labro e la zona di Piscinello. «Durante le perquisizioni - confermano gli investigatori - sono stati fatti alcuni sequestri». Saranno gli esami di laboratorio, affidati agli specialisti, a dire se quelle sostanze sono le stesse che hanno ucciso una decina di cani.
Quattro le denunce raccolte lo scorso anno riguardo al rinvenimento di cani morti in zone distinte del comune di Roccalbegna in località Le Capanne. Le cause di quei decessi, come accertarono le successive analisi effettuate dallo Zooprofilattico Sperimentale della Toscana, erano da attribuire all'ingestione di bocconi avvelenati preparati utilizzando parti di agnello e stricnina e metaldeide.
Per questo ieri mattina è stata organizzata l'attività di polizia giudiziaria congiunta tra il comando polizia provinciale, il Corpo forestale dello Stato di Grosseto con il supporto tecnico dell'Istituto Zooprofilatico Sperimentale di Grosseto.
Dalle 8,30 sono state eseguite, su delega della Procura di Grosseto, numerose perquisizioni all''interno di immobili e ruderi della zona, appartenenti a diversi proprietari, con conseguenti sequestri di materiali attinenti alle indagini e utili per il proseguimento dell'inchiesta. Al blitz ha partecipato anche un medico dell'Asl 9 che durante i sequestri all'interno degli allevamenti di pecore ha effettuato diversi prelievi sugli stessi animali. «Se nella zona è stato sparso veleno, le pecore - è l'ipotesi degli inquirenti - lo hanno mangiato».
«I reati per cui si procede - fanno sapere gli inquirenti - sono quelli di cui agli articoli 544 bis - uccisione di animali - e ter - maltrattamento di animali - del codice penale. Per questi reati il legislatore ha stabilito recentemente un inasprimento delle pene fino al punto di catalogare queste condotte tra quelle delittuose con pene di reclusione fino a 18 mesi».
Adesso saranno determinanti le comparazioni di laboratorio tra le sostanze trovate a casa degli indagati e quelle ritrovate all'interno degli animali uccisi lo scorso anno.
Federico Lazzotti – Il Tirreno
lunedì 10 gennaio 2011
Grecia, torturò il cane: condannato a sei mesi di carcere
Aveva torturato a lungo un cagnolino di 6 mesi e il tribunale di Atene lo ha condannato a 6 mesi di reclusione e a un’ammenda di 1.000 euro. Ma le società per la protezione degli animali ha chiesto una modifica della legge per consentire pene più severe.
L’accusato era stato denunciato da vicini e soprattutto dai bambini dopo che l’animale, un bastardino bianco e nero di nome Manolo, aveva tentato per l’ennesima volta di fuggire al suo torturatore, che lo prendeva regolarmente a calci e lo bruciava con l’acqua bollente o con altre sostanze abrasive. L’animaletto aveva subito ustioni e ferite su gran parte del corpo: adesso verrà curato, in attesa che qualcuno voglia adottarlo.
Vivi Katiforis, dell’associazione Amici degli Animali, ha ringraziato i bambini che hanno denunciato il torturatore e si sono presentati in tribunale. ”Senza di loro le cose sarebbero andate diversamente” ha detto sottolineando l’esemplarità della condanna perché è stata inflitta la massima pena prevista. Ma, ha aggiunto, la legge è insufficiente e bisogna cambiarla.
fonte:blitzquotidiano.it
L’accusato era stato denunciato da vicini e soprattutto dai bambini dopo che l’animale, un bastardino bianco e nero di nome Manolo, aveva tentato per l’ennesima volta di fuggire al suo torturatore, che lo prendeva regolarmente a calci e lo bruciava con l’acqua bollente o con altre sostanze abrasive. L’animaletto aveva subito ustioni e ferite su gran parte del corpo: adesso verrà curato, in attesa che qualcuno voglia adottarlo.
Vivi Katiforis, dell’associazione Amici degli Animali, ha ringraziato i bambini che hanno denunciato il torturatore e si sono presentati in tribunale. ”Senza di loro le cose sarebbero andate diversamente” ha detto sottolineando l’esemplarità della condanna perché è stata inflitta la massima pena prevista. Ma, ha aggiunto, la legge è insufficiente e bisogna cambiarla.
fonte:blitzquotidiano.it
venerdì 7 gennaio 2011
Pontedera: Fucilata in pieno petto a un cane
Che i botti di fine anno costituissero un disagio profondo per i nostri amici animali, nonché un pericolo per l'incolumità di tutti coloro che vi si dedicano, è cosa ormai ben nota. Se poi a questo periodo difficile si aggiunge la crudeltà di qualche persona senza scrupoli e dal grilletto facile, per i nostri animali da compagnia non c'è davvero possibilità di scampo.
È quanto infatti è successo ad un bell'esemplare di alano nella campagna della frazione pontederese de La Rotta, la sera del 31 dicembre scorso.
Il cane, probabilmente spaventato dagli scoppi, è riuscito a scavalcare la recinzione e ad uscire dal suo recinto intorno alle 17. Qualche ora più tardi, intorno all'ora di cena, l'alano si è ripresentato alla porta della sua casa tutto insanguinato, in stato confusionale e con evidenti segni di una fucilata al petto a distanza ravvicinata.
Una bruttissima esperienza. Il colpo, fortunatamente, non ha colpito direttamente il cuore e quindi non gli è costato la vita, anche grazie anche all'intervento tempestivo del veterinario.
Un vero dramma per tutti: per la famiglia che gli è molto attaccata e per l'animale, che, oltretutto, ha una storia non facile alle spalle, fatta di abbandono e vita in canile.
«Tali fenomeni, verificatisi anche nelle settimane scorse ai danni di un gatto a Santa Maria Monte, rappresentano - evidenzia l'associazione Dav (Difesa Ambiente Animali e Vita) - quanto di peggio ci si possa aspettare da parte del genere umano. Atteggiamenti che dovrebbero far riflettere, perché attuati da persone che, appunto, hanno la disponibilità di un'arma e non trovano di meglio da fare che prendersela con un animale indifeso. Irresponsabilità e ignoranza, un binomio micidiale».
La stessa associazione Dav ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica.
fonte:il tirreno
È quanto infatti è successo ad un bell'esemplare di alano nella campagna della frazione pontederese de La Rotta, la sera del 31 dicembre scorso.
Il cane, probabilmente spaventato dagli scoppi, è riuscito a scavalcare la recinzione e ad uscire dal suo recinto intorno alle 17. Qualche ora più tardi, intorno all'ora di cena, l'alano si è ripresentato alla porta della sua casa tutto insanguinato, in stato confusionale e con evidenti segni di una fucilata al petto a distanza ravvicinata.
Una bruttissima esperienza. Il colpo, fortunatamente, non ha colpito direttamente il cuore e quindi non gli è costato la vita, anche grazie anche all'intervento tempestivo del veterinario.
Un vero dramma per tutti: per la famiglia che gli è molto attaccata e per l'animale, che, oltretutto, ha una storia non facile alle spalle, fatta di abbandono e vita in canile.
«Tali fenomeni, verificatisi anche nelle settimane scorse ai danni di un gatto a Santa Maria Monte, rappresentano - evidenzia l'associazione Dav (Difesa Ambiente Animali e Vita) - quanto di peggio ci si possa aspettare da parte del genere umano. Atteggiamenti che dovrebbero far riflettere, perché attuati da persone che, appunto, hanno la disponibilità di un'arma e non trovano di meglio da fare che prendersela con un animale indifeso. Irresponsabilità e ignoranza, un binomio micidiale».
La stessa associazione Dav ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica.
fonte:il tirreno
mercoledì 5 gennaio 2011
BRIGITTE BARDOT, STOP A MASSACRI DA PARTE DI EBREI E MUSULMANI
(ASCA-AFP) - Parigi, 4 gen - Una campagna di affissione in Francia per mettere fine alla macellazione rituale degli animali da parte di ebrei e islamici e' stata annunciata da attivisti per i diritti degli animali tra i quali figura in prima linea Brigitte Bardot.
B.B., l'icona sexy degli anni cinquanta, ne ha oggi 76 ma non ha perso la sua vitalita' prorompente. ''Non posso piu' accettare che per compiacere un dio, gli animali vengano sgozzati come nel Medioevo senza essere prima storditi quando abbiamo metodi moderni per evitare che soffrano'', ha detto in una dichiarazione alla AFP.
La fondazione che porta il suo nome e altri 6 gruppi di attivisti tappezzeranno la Francia con piu' di 2 mila poster con l'immagine di una testa di mucca tagliata e un testo di denuncia contro la macellazione rituale. E' negli anni settanta che la diva del grande schermo si e' affermata come attivista dei diritti degli animali e, negli anni novanta, ha fatto discutere con le sue opinioni sull'omosessualita', l'islam e l'immigrazione. Icona di sensualita' ed eleganza, B.B. ha reso famoso il bikini, la pettinatura a choucroute (nido d'api) e la scollatura che prende il suo nome, ''a' Bardot'', con collo largo che espone entrambe le spalle. La moda anni sessanta le calzava a pennello tanto da farla diventare, al pari di Mariliyn Monroe e Jackie Kennedy, una delle muse di Andy Warhol.
lunedì 3 gennaio 2011
Arkansas: centinaia di corvi morti cadono dal cielo
PIOGGIA DI CORVI - Beebe, Stato dell'Arkansas. Manca mezz'ora allo scoccare dell'ultimo dell'anno. Mentre come in ogni altra parte del globo ci si prepara a stappare bottiglie e a ad accendere fuochi e petardi, dal cielo, in una sola area della città americana, cominciano a piovere corvi morti. Ne cadranno circa mille. Inquietante, a dir poco. Per il momento, 65 corvi morti sono stati inviati agli analisti per determinare le cause della moria. I primi esami hanno determinato un "trauma fisico" sugli animali. In realtà non è la prima volta che si assite a un fenomeno del genere, anche se gli studi e le ricerche non sono mai risuciti a individuare la ragione esatta per tali morìe improvvise con cosneguente caduta dal cielo.
LE IPOTESI - Mentre si attendono i risultati delle autopsie, si cominciano anche a formulare alcune ipotesi. La più ragionevole, al momento, potrebbe essere quella relativa ai tornado che si sono abbattuti sull'Arkansas e alcuni stati vicini proprio il 31 dicembre, ultimo giorno dell'anno. Potrebbe essere che i corvi, risucchiati in un tornado, siano stati improvvisamente ributtati a terra una volta cessato il fenomeno. Un'altra ipotesi è che gli uccelli siano rimasti colpiti da un fulmine, mentre si esclude che i corvi siano stati in qualche modo avvelenati da sostanze da loro ingerite. Un'altra ipotesi ancora: si pensa che i corvi possano essere stati uccisi dallo stress causato dall'esplosione dei fuochi di artificio, fenomeno che causa terrore e morte in quasi tutte le specie animali.
CASI SIMILI - Nel marzo del 2010 nel villaggio di Lajamanu in Australia, si misero a piovere pesci. Un fenomeno non nuovo nella cittadina. I pesci cadevano dal cielo insieme alla pioggia. Perché? Particolari condizioni atmosferiche infatti generano mulinelli in mare o nei laghi. Autentiche trombe d'aria seppur limitate, risucchiano i pesci dalle acque e li scaraventano nel cielo, per poi lasciarli ricadere a terra una volta esaurito il fenomeno. Addirittura, nel medioevo fenomeni del genere erano così comuni che la gente pensava che i pesci di fatto vivessero in cielo e non nelle acque. Ma ben più inquietante è quanto accade ogni anno esattamente il 3 maggio nella cittadina dell'Honduras, Yoro. Lo chiamano "acquazzone di pesci": verso le quattro o le cinque del pomeriggio, ogni anno, una nuvola nera con forti scariche elettriche si addensa nel cielo, lasciando poi cadere una vera e propria pioggia di pesci. A dire il vero il fenomeno può accadere anche ai primi di giugno, sempre durante la stagione delle piogge. I pesci, soprattutto sardine, poi si disperdono in una laguna che si trova proprio vicino al paese. Il motivo di questa pioggia? Sembra che una tromba marina che si forma in quel periodo dell'anno sul mare poco distante venga attratta da un polo che esiste nella laguna prima citata. Qua la tromba scarica il suo contenuto di sardine. Un fenomeno ovviamente apprezzato dagli abitanti della zona.PIOGGIA DI CORVI - Beebe, Stato dell'Arkansas. Manca mezz'ora allo scoccare dell'ultimo dell'anno. Mentre come in ogni altra parte del globo ci si prepara a stappare bottiglie e a ad accendere fuochi e petardi, dal cielo, in una sola area della città americana, cominciano a piovere corvi morti. Ne cadranno circa mille. Inquietante, a dir poco. Per il momento, 65 corvi morti sono stati inviati agli analisti per determinare le cause della moria. I primi esami hanno determinato un "trauma fisico" sugli animali. In realtà non è la prima volta che si assite a un fenomeno del genere, anche se gli studi e le ricerche non sono mai risuciti a individuare la ragione esatta per tali morìe improvvise con cosneguente caduta dal cielo.
LE IPOTESI - Mentre si attendono i risultati delle autopsie, si cominciano anche a formulare alcune ipotesi. La più ragionevole, al momento, potrebbe essere quella relativa ai tornado che si sono abbattuti sull'Arkansas e alcuni stati vicini proprio il 31 dicembre, ultimo giorno dell'anno. Potrebbe essere che i corvi, risucchiati in un tornado, siano stati improvvisamente ributtati a terra una volta cessato il fenomeno. Un'altra ipotesi è che gli uccelli siano rimasti colpiti da un fulmine, mentre si esclude che i corvi siano stati in qualche modo avvelenati da sostanze da loro ingerite. Un'altra ipotesi ancora: si pensa che i corvi possano essere stati uccisi dallo stress causato dall'esplosione dei fuochi di artificio, fenomeno che causa terrore e morte in quasi tutte le specie animali.
CASI SIMILI - Nel marzo del 2010 nel villaggio di Lajamanu in Australia, si misero a piovere pesci. Un fenomeno non nuovo nella cittadina. I pesci cadevano dal cielo insieme alla pioggia. Perché? Particolari condizioni atmosferiche infatti generano mulinelli in mare o nei laghi. Autentiche trombe d'aria seppur limitate, risucchiano i pesci dalle acque e li scaraventano nel cielo, per poi lasciarli ricadere a terra una volta esaurito il fenomeno. Addirittura, nel medioevo fenomeni del genere erano così comuni che la gente pensava che i pesci di fatto vivessero in cielo e non nelle acque. Ma ben più inquietante è quanto accade ogni anno esattamente il 3 maggio nella cittadina dell'Honduras, Yoro. Lo chiamano "acquazzone di pesci": verso le quattro o le cinque del pomeriggio, ogni anno, una nuvola nera con forti scariche elettriche si addensa nel cielo, lasciando poi cadere una vera e propria pioggia di pesci. A dire il vero il fenomeno può accadere anche ai primi di giugno, sempre durante la stagione delle piogge. I pesci, soprattutto sardine, poi si disperdono in una laguna che si trova proprio vicino al paese. Il motivo di questa pioggia? Sembra che una tromba marina che si forma in quel periodo dell'anno sul mare poco distante venga attratta da un polo che esiste nella laguna prima citata. Qua la tromba scarica il suo contenuto di sardine. Un fenomeno ovviamente apprezzato dagli abitanti della zona.
fonte:ilsussidiario.net
Brindisi, bruciati vivi una ventina di animali esotici
BRINDISI (2 dicembre) - Iguane, tartarughe, serpenti, pitoni. Una ventina gli animali esotici e appartenenti alla categoria protetta, rimasti completamente carbonizzati in un incendio scoppiato ieri mattina a San Vito dei Normanni.
I rettili si trovavano all’interno di un camion e facevano parte di uno spettacolo itinerante che si spostava di città in città per fare bella mostra di queste specie animali così particolari. Le fiamme si sono originate intorno alle dieci del mattino e hanno rapidamente raggiunto ogni parte del veicolo. Il mezzo al momento dell’incendio era parcheggiato nei pressi di una masseria in contrada Pellegrino non lontano dalla strada provinciale che collega San Vito dei Normanni a Brindisi.
L’incendio potrebbe aver avuto origine da un corto circuito, che ha provocato un surriscaldamento del sistema termico. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Brindisi.
fonte:quotidianodipuglia.it
domenica 2 gennaio 2011
Cina: chiusi sette zoo per maltrattamenti
PECHINO. Le autorità cinesi hanno ritirato le licenze a sette zoo del paese e imposto una serie di misure a una cinquantina di altre strutture simili, dopo aver scoperto numerosi abusi contro gli animali. Lo ha reso noto il quotidiano China Daily. Gli inquirenti hanno anche scoperto che alcuni zoo praticavano vendite illegali di animali o di prodotti derivati da specie protette. La sicurezza dei visitatori era in alcuni casi a rischio, tanto che alcuni di loro sono stati feriti dagli animali.
Gli zoo cinesi sono frequentemente attaccati dagli animalisti per la cattiva gestione e le sofferenze inflitte alle specie presenti. Ai visitatori viene spesso offerto di dare animali vivi in pasto alle fiere e ai cuccioli di tigre vengono cavati i canini per poterli mettere in braccio ai bambini e fare le foto.
fonte:gds.it
BOTTI CAPODANNO: CENTINAIA DI ANIMALI MORTI
(AGI) Roma - Oltre che per gli uomini anche per gli animali la notte di Capodanno e' stata un'ecatombe. Stando alle segnalazioni ricevute dal telefono amico di AIDAA, Associazione italiana difesa animali e ambiente, sono rimasti uccise diverse centinaia di cani e gatti mentre mancano i dati sui volatili e su altre specie. Migliaia invece gli animali in fuga specialmente cani e gatti che sono fuggiti presi dal panico per i botti.
venerdì 31 dicembre 2010
Capodanno, un italiano su dieci preferisce il brindisi con il cane alla suocera
Un Capodanno non da cani, ma con il cane. Gli italiani non hanno dubbi. Meglio trascorrere le festività natalizie da soli con Fido piuttosto che con la suocera. E' quanto emerge dalla ricerca condotta dall'Osservatorio 'Donne e qualità della vita', guidato dalla psicologa Serenella Salomoni, su un campione di 1.500 internauti uomini e donne. Se alla domanda "con chi passerai le prossime festività" il 51% degli intervistati risponde in famiglia con i parenti, e il 35% (soprattutto giovani coppie senza figli) con il proprio partner, a sorpresa un buon 12% del campione ha dichiarato di trascorrere le festività, per scelta, addirittura con la sola compagnia del proprio amico a quattrozampe, perché è più fedele e meno rompiscatole di suoceri, parenti e affini. Del resto sono davvero tanti gli italiani ad avere un cane per amico: i dati più recenti confermano che il 21,5% delle famiglie italiane ne ospita uno, e ad oggi sono quasi sei milioni i cani censiti dall'Anagrafe nazionale canina del ministero della Salute. A passare le feste da soli con l'adorato Fido sono soprattutto donne (53%), anziani (68%) e single (55%). Trasversale l'estrazione sociale, visto che il 36% è pensionato, il 22% è un docente scolastico o altro dipendente della Pubblica amministrazione, il 14% si dichiara libero professionista, ma un buon 12% è un imprenditore e l'11% un artigiano o commerciante. Il cane è scelto come compagno delle feste soprattutto perché trasmette sentimenti forti: senso di fedeltà (secondo il 24% dei partecipanti alla ricerca) e calore (18%), mentre il 15% lo preferisce ai parenti poiché il suo amore verso il proprio padrone è assolutamente gratuito (12%) e incondizionato (10%). Infine, per l'8% Fido è addirittura più 'umano' di tanti familiari che si fanno vivi solo in prossimità delle festività natalizie. Secondo gli intervistati, infatti, gli amici a quattro zampe rappresentano delle persone. Per il 33% sono degnissimi sostituti di un familiare scomparso o lontano.
Gli animali sono come, e meglio, di un parente stretto per il 27% del campione d'indagine. Mentre il 22% li considera alla stessa stregua della compagnia di una persona reale. "Credo che sia importante avere la coscienza che nel cane tu riversi la parte debole di te, che gli fai tutte quelle coccole che vorresti che venissero fatte a te", avverte Marilena Ferrari, imprenditrice alla guida del gruppo FMR, molto affezionata al proprio cagnolino, un west highland white terrier. "Ma quando hai la coscienza di tutto ciò e allora è bello coccolarselo. Con il proprio cane si può instaurare un rapporto davvero speciale - prosegue Ferrari, che non si separa mai dal proprio amico anche nelle riunioni più importanti - fatto di attenzioni, sensibilità, simpatia. E piccoli regali: al mio non faccio mancare in occasioni particolari come il Natale e il Capodanno un piccolo gioco o un bel piatto di tortellini, di cui è ghiotto". Non solo affetto, però. Per il 37% degli intervistati è importante stare vicino al proprio quattrozampe nella notte dell'ultimo dell'anno anche per proteggerlo. Stando ai dati allarmanti diffusi dall'Aidaa, Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente, ogni anno 5 mila animali muoiono di crepacuore per i botti sparati nella notte di Capodanno. E' quindi importante fare loro compagnia, per minimizzare rumori e spaventi, magari accendendo la musica. Tra le razze più gettonate con cui trascorrere l'ultimo dell'anno al primo posto svettano i cani meticci (28%), seguiti dall'amatissimo pastore tedesco (16%), dai teneri labrador e golden retriever (14%), dai classici cani da compagnia come volpini e chihuahua (11%), ma seguono a stretta distanza i giocherelloni boxer (8%), bassotto e beagle (5%). Infine i 'cuor di leone' come Rottweiler e Dobermann (2%), seguiti da tutte le altre razze. In questa nuova tendenza gli italiani non sono comunque soli: anche alcune delle più famose stelle di Hollywood hanno scelto di trascorrere le festività con il proprio amico a 4 zampe.
fonte:Adnkronos Salute
lunedì 27 dicembre 2010
Botti uccidono ogni anno 5mila animali

ROMA - Ogni anno almeno 5 mila animali muoiono nella notte di San Silvestro, e tra loro oltre 1500 cani e gatti (oltre a volatili e piccoli animali) per colpa dei 'botti' sparati nella notte di Capodanno.
''Un vero e proprio massacro al quale, ancora una volta, siamo costretti ad assistere impotenti, nonostante tutti gli appelli che da anni le associazioni animaliste lanciano e le persone di buon senso sottoscrivono, e nonostante le migliaia di firme raccolte'', afferma l'Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) che anche quest'anno rilancia l'allarme.
Da qui la proposta di un decalogo per evitare forti stress a Fuffy e Fido, spesso motivo di morte per gli esemplari malati o piu' anziani. Aidaa inoltre, anche quest'anno, mette a disposizione il proprio 'telefono amico' (i volontari rispondono al numero 3926552051) dalle ore 16 del 31 dicembre fino alle ore 3 della notte per dare indicazioni e consigli e nella notte per dare informazioni in merito ai pronto soccorsi veterinari aperti.
Tre i consigli principali per Fido: non tenere il cane legato alla catena, potrebbe strozzarsi; tenerlo in appartamento, meglio se in una stanza in penombra e con musica; passeggiare con il cane saldamento al guinzaglio. Mentre il gatto non va lasciato solo in giardino ed in balcone.
giovedì 9 dicembre 2010
CAVALLO IN CERCA DI CIBO MUORE DI STENTI NEL CANALE

Bagnoli di Sopra (Padova). Un cavallo in cerca di cibo finisce nella canaletta, rimane imprigionato nel fango.
Per due giorni e forse più è rimasto in quella canaletta ed è morto di stenti.
Il titolare dell'azienda non ha mosso un dito e non si è nemmeno accorto che il cavallo era scomparso....
I militanti di 100% animalisti oggi hanno informato l'autorità locale (carabinieri di Bagnoli)
I reati che 100%animalisti contesterà sono: maltrattamento agli animali, inquinamento di acque, scorretta gestione di carcassa di animale.
Video,clicca qui
fonte:youreporter.it
mercoledì 1 dicembre 2010
Epidemia di obesità, dall'uomo agli animali domestici

Roma, 1 dic. (Apcom) - Di cani e gatti sovrappeso che assomigliano un po' ai padroni se ne vedono tanti. Una nuova ricerca, condotta su oltre 20 animali e pubblicata on line su 'Proceedings della Royal Society B', ci dice addirittura che l'epidemia di obesità che appesantisce il genere umano sta investendo anche gli animali più prossimi all'uomo: quelli domestici, quelli selvatici che vivono in prossimità di esseri umani e quelli utilizzati nei centri di ricerca. Segno che, probabilmente, la causa dell'allungarsi del girovita non è legata solo ad una dieta sbagliata e al poco esercizio fisico, ma anche a fattori ambientali. L'autore della ricerca David Allison, un biostatistico presso l'Università britannica di Alabama a Birmingham, ha misurato i cambiamenti di peso di un ampio campione di primati e roditori utilizzati per la ricerca, gatti e cani domestici, topi selvatici e cittadini. "Sia l'aumento percentuale del peso corporeo che le probabilità di essere in sovrappeso hanno mostrato una forte tendenza verso l'alto - spiega -. Non sappiamo perché questi aumenti si siano verificati". In alcuni casi la spiegazione potrebbe essere ovvia: i ratti selvatici che frugano tra i rifiuti per le strade delle città ingrassano probabilmente per la crescente ricchezza della loro dieta. In altri casi, invece, in gioco potrebbero esserci fattori meno evidenti. Ad esempio, delle tossine che disturbano il sistema endocrino, o agenti patogeni che potrebbero avere un effetto diffuso sul metabolismo dei mammiferi.
domenica 28 novembre 2010
Canile di Pezzino:cani a rischio sfratto, Facebook insorge

Golfo dei poeti. Sono decine le lettere che giungono ogni giorno in redazione per appoggiare la causa degli oltre 250 cani e 20 gatti che si trovano all'interno del forte del Pezzino nel canile rifugio gestito dall'associazione "Sostenitori del rifugio del Cane". Gli animali, infatti, sarebbero ad alto rischio di sfratto, pronti ad essere trasferiti in Germania. Ma la rete insorge e la petizione lanciata su Facebook sta intasando la mail di CDS e quelle degli amministratori locali.
Il canile del Pezzino è il più grande della provincia (dove ce ne sono quattro) ed è stato fondato nel 1963 su iniziativa del geometra Francesco Tronfi. Il canile è gestito dall'associazione, iscritta all'albo regionale del volontariato dal 1996, e occupa interamente i 9.000 metri quadrati del forte ottocentesco. La grande struttura fortificata è in vendita da tre anni, dopo che la proprietà è passata dal Demanio militare a quello civile, ma la vendita del forte è vincolata alla necessità di trovare una sistemazione agli oltre 260 cani ricoverati nella struttura. Fanno riferimento al rifugio del Pezzino ben 22 comuni della provincia, tra i quali Porto Venere e Lerici. Al 31 dicembre 2009 erano presenti 259 cani e nell'arco dell'anno 151 sono stati gli ingressi, 86 i ritiri di proprietà e 26 le adozioni.
La struttura, come detto, è in vendita da anni, adesso le operazioni sembrano aver subito un'accelerata decisa. Ma i 22 sindaci, proprietari dei cani che trovano rifugio al Pezzino, intendono davvero mandare in esilio questi poveri animali che hanno già dovuto subire il dramma dell'abbandono. Gli altri canili provinciali sono al completo, ma non ci possono essere soluzioni differenti? Magari a partire dall'acquisto del forte da parte di un consorzio intermunicipale.
T.D.L.
fonte:cittadellaspezia.com
Iscriviti a:
Post (Atom)















