SANTERAMO (Bari) - Nati solo da qualche settimana e hanno gia conosciuto la crudeltà umana. Protagonisti dei cuccioli gettati ancora vivi, come fossero spazzatura, chiusi in un sacco di plastica. Nelle prime ore di ieri mattina un operatore ecologico ha trovato cinque cuccioli in un sacco di plastica, depositato nell’ultimo cassonetto in via Jazzitello, all’altezza del radar dell’Aeronautica militare. I cuccioli hanno avuto la forza di lanciare un flebile guaito richiamando cosi l’attenzione dell’ouomo mentre si accingeva a depositare il sacco nell’autocompattatore dei rifiuti. Nel giro di pochi minuti, grazie alla segnalazione all’ufficio Ambiente del Comune e grazie alla grande disponibilità della signora Mariella Digirolamo, presidente della locale sezione dell’Associazione nazionale protezione animali, tutti i cuccioli sono stati messi al sicuro. «Chi compie simili atti certamente non può essere chiamato uomo - afferma un cittadino -. Bisogna andare fino in fondo a questa vicenda. Chiedo ai cittadini residenti nella zona di segnalare, se hanno visto qualcosa, notizie utili al fine di individuare i responsabili, passibili di denuncia».
foto:lagazzettadelmezzogiorno.it
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martedì 22 novembre 2011
martedì 25 ottobre 2011
CANI E PECORE DI USSITA ANCORA NELLE STESSE CONDIZIONI DI 2 ANNI FA
Il giorno 15 ottobre 2011 per l'ennesima volta i volontari sono andati a Casali di Ussita a portare il mangime per i cani del pastore tristemente conosciuto.
Sono nate altre due cucciolate dalle cagne libere per il paese che non sono mai state catturate, nonostante le ordinanze del Sindaco. I volontari dovevano prendere i cuccioli e portarli via dal momento che ormai è chiaro che se si aspetta che le autorità preposte facciano qualcosa, nasceranno decine e decine di cuccioli. Non sono riusciti a prenderli perché nel frattempo il bravo pastore li ha trovati e portati nella stalla separandoli dalle madri che ora vagano per il paese con le mammelle gonfie di latte. I cuccioli non sono ancora svezzati e quindi possiamo immaginare che fine faranno nella stalla. Probabilmente il pastore riserverà loro la stessa sorte di quelli ripresi dalla troupe di “Striscia la Notizia” nella stalla in fondo ad un bidone di lamiera: beh quei cuccioli sono morti tutti e per questo il pastore è stato rinviato a giudizio. L’udienza si terrà 9 dicembre prossimo.
I volontari hanno contattato telefonicamente il sindaco, lo hanno informato delle tre nuove cucciolate (la terza riguarda i cuccioli nati a primavera), il sindaco ha risposto: “Ah, non lo sapevo!, adesso farò l’ordinanza! “ Purtroppo è film già visto, il sindaco continuerà a fare ordinanze, il pastore continuerà a non rispettarle, gli animali continueranno a morire.
Il sindaco è tranquillo perché ha vinto anche il ricorso al TAR che aveva proposto il pastore perché rivoleva indietro i cani sequestrati a gennaio, ma di fatto le cose non cambiano. Quando ad agosto sono andati i carabinieri per effettuare il sequestro dei cani che dovevano essere consegnati ai volontari entro giugno come stabilito nell’ordinanza del sindaco, se ne sono tornati a casa senza cani perché il pastore si è rifiutato di accompagnarli sui pascoli montani per prelevarli.
Al sequestro di febbraio, quando sono intervenute le forze dell’ordine, abbiamo saputo che queste avevano ricevuto l’ordine di arrestare il pastore se avesse opposto resistenza. Il pastore si é opposto e nessuno lo ha arrestato.
La situazione idilliaca che le autorità si erano subito preoccupate di far conoscere a tutti attraverso i giornali e vari comunicati stampa, dopo i servizi di Striscia e dopo il sequestro, è di nuovo precipitata: i 17 cani che il pastore era stato autorizzato a detenere sono diventati 27 come risulta in anagrafe, per cui il pastore dovrebbe consegnare altri 10 cani, ma nessuno gliene fa richiesta.
A Casali di Ussita i cani continuano a nascere e a morire miseramente e quelli che restano in vita sono malati, denutriti e maltrattati.
Il pastore è già stato condannato per il reato di maltrattamento e per legge i cani gli dovevano essere tutti confiscati. Qualcuno si è forse dimenticato di applicare la legge?
Il pastore per la sua attività percepisce i contributi comunitari, l’Agea. la Guardia di Finanza e i competenti uffici regionali sono stati informati, è suo diritto continuare a percepirli?
Chiediamo con forza a tutte le autorità, per quanto di loro competenza, di attivarsi per fermare questa situazione, per ripristinare la legalità violata, in particolare chiediamo alla Procura della Repubblica di Camerino di intervenire con decisione ordinando il sequestro del gregge e al Gip di disporre la confisca dei cani già oggetto di maltrattamento come per legge.
Associazione Amici Animali
foto del marzo 2010
Sono nate altre due cucciolate dalle cagne libere per il paese che non sono mai state catturate, nonostante le ordinanze del Sindaco. I volontari dovevano prendere i cuccioli e portarli via dal momento che ormai è chiaro che se si aspetta che le autorità preposte facciano qualcosa, nasceranno decine e decine di cuccioli. Non sono riusciti a prenderli perché nel frattempo il bravo pastore li ha trovati e portati nella stalla separandoli dalle madri che ora vagano per il paese con le mammelle gonfie di latte. I cuccioli non sono ancora svezzati e quindi possiamo immaginare che fine faranno nella stalla. Probabilmente il pastore riserverà loro la stessa sorte di quelli ripresi dalla troupe di “Striscia la Notizia” nella stalla in fondo ad un bidone di lamiera: beh quei cuccioli sono morti tutti e per questo il pastore è stato rinviato a giudizio. L’udienza si terrà 9 dicembre prossimo.
I volontari hanno contattato telefonicamente il sindaco, lo hanno informato delle tre nuove cucciolate (la terza riguarda i cuccioli nati a primavera), il sindaco ha risposto: “Ah, non lo sapevo!, adesso farò l’ordinanza! “ Purtroppo è film già visto, il sindaco continuerà a fare ordinanze, il pastore continuerà a non rispettarle, gli animali continueranno a morire.
Il sindaco è tranquillo perché ha vinto anche il ricorso al TAR che aveva proposto il pastore perché rivoleva indietro i cani sequestrati a gennaio, ma di fatto le cose non cambiano. Quando ad agosto sono andati i carabinieri per effettuare il sequestro dei cani che dovevano essere consegnati ai volontari entro giugno come stabilito nell’ordinanza del sindaco, se ne sono tornati a casa senza cani perché il pastore si è rifiutato di accompagnarli sui pascoli montani per prelevarli.
Al sequestro di febbraio, quando sono intervenute le forze dell’ordine, abbiamo saputo che queste avevano ricevuto l’ordine di arrestare il pastore se avesse opposto resistenza. Il pastore si é opposto e nessuno lo ha arrestato.
La situazione idilliaca che le autorità si erano subito preoccupate di far conoscere a tutti attraverso i giornali e vari comunicati stampa, dopo i servizi di Striscia e dopo il sequestro, è di nuovo precipitata: i 17 cani che il pastore era stato autorizzato a detenere sono diventati 27 come risulta in anagrafe, per cui il pastore dovrebbe consegnare altri 10 cani, ma nessuno gliene fa richiesta.
A Casali di Ussita i cani continuano a nascere e a morire miseramente e quelli che restano in vita sono malati, denutriti e maltrattati.
Il pastore è già stato condannato per il reato di maltrattamento e per legge i cani gli dovevano essere tutti confiscati. Qualcuno si è forse dimenticato di applicare la legge?
Il pastore per la sua attività percepisce i contributi comunitari, l’Agea. la Guardia di Finanza e i competenti uffici regionali sono stati informati, è suo diritto continuare a percepirli?
Chiediamo con forza a tutte le autorità, per quanto di loro competenza, di attivarsi per fermare questa situazione, per ripristinare la legalità violata, in particolare chiediamo alla Procura della Repubblica di Camerino di intervenire con decisione ordinando il sequestro del gregge e al Gip di disporre la confisca dei cani già oggetto di maltrattamento come per legge.
Associazione Amici Animali
foto del marzo 2010
lunedì 29 novembre 2010
Cacciatore spappola muso alla gatta,veterinario la salva

Micia riesce a tornare da padroni nonostante le ferite
TREVISO, 29 NOV - Un cacciatore spara a una gattina e questa, nonostante la mandibola e il palato spappolati da un proiettile usato per abbattere i caprioli, riesce a tornare dai padroni e a salvarsi. Il tutto grazie all'intervento miracoloso di un veteritario,la micia è stata sottoposta a delicatissimi interventi chirurgici e ha subito varie ricadute a causa di febbri alte, oltre ad essere stata alimentata con le flebo per quasi tre settimane.Con un primo intervento le sono stati inseriti dei cerchi per stabilizzare la mandibola e il palato fratturati e le è stata ricucita la lingua; con un secondo è stata effettuata una plastica al palato per chiudere un buco di un centimetro di diametro che non riusciva a saldarsi e che provocava alla povera bestiola infezioni e febbri alte.
E' la storia di Betty, una piccola micia soriana che vive a Collalto di Susegana (Treviso). I proprietari dell'animale, insieme alla Lac, hanno presentato una denuncia ai Carabinieri contro ignoti.
foto dal gazzettino
venerdì 19 novembre 2010
Cacciatore uccide cane che gli ha disubbidito, blitz degli animalisti a casa

Blitz di "100% animalisti" nella casa del cacciatore che ieri, con una fucilata, ha ucciso il cane che non gli ubbidiva e con la rosa dei pallini ha ferito anche un agricoltore del luogo.
È stato quest'ultimo a denunciare il fatto ai carabinieri, che hanno sequestrato il fucile e altre armi detenute dal cacciatore, C.B., di Vazzola (Treviso). Per gli animalisti, che hanno tappezzato l'ingresso della sua abitazione di manifesti con la scritta "Cacciatore assassino ora sei nel nostro mirinò", «i cacciatori sono pericolosi per sè e per gli altri, distruggono, inquinano, e soprattutto versano per sadico godimento il sangue di innocenti Creature». Questo sarebbe, per il gruppo, «l'ennesimo episodio che mostra la reale natura dei cacciatori: disprezzano gli animali e ogni forma di vita». Vi è, affermano, «un aspetto preoccupante: quanti di questi armati che si aggirano per campi e boschi sono in età avanzata, privi dei requisiti psicofisici necessari per possedere un'arma? Quanti sono dediti ad alcool o droghe? Quanti hanno un equilibrio psichico accettabile?».
giovedì 18 novembre 2010
Spara ad un cane con un fucile da caccia, denunciato

18/11/10
Fabriano (Ancona) - Spara ad un cane con un fucile da caccia, denunciato un fabrianese.
E’ accaduto ancora e sempre a Fabriano, dove un 67 enne è stato denunciato per maltrattamenti di animali, esplosioni pericolose e porto abusivo d’arma da fuoco.
Il 17 ottobre presso la Centrale Operativa giungeva una telefonata che informava l’operatore di turno che in via Santa Croce erano stati esplosi 2 colpi di arma da fuoco all’indirizzo di 2 cani che si trovavano in quella zona.
Sul posto immediatamente veniva inviata una pattuglia, che una volta giunta notava un signore intento a prestare i primi soccorsi ad un cane ferito, probabilmente da un colpo d’arma da fuoco esploso con un fucile da caccia.
Immediatamente, e non prima di aver sottoposto a visita veterinaria il cane, venivano disposti urgenti accertamenti volti ad identificare l’autore del bieco gesto.
Così, il Maresciallo Antonello Paterni del Nucleo Operativo della Compagnia, dopo aver ascoltato numerosi testimoni, individuava la direzione dalla quale sarebbero stati esplosi i colpi d’arma da fuoco. Iniziava così a verificare le persone detentrici di armi, individuando in un 67enne il titolare di un fucile da caccia il probabile autore delle gravi lesioni inferte all’animale.
L’uomo, quindi, convocato in questi uffici, dapprima negava ogni addebito, salvo poi fare qualche parziale ammissione, per assumersi, solo alla fine, la totale responsabilità nella verificazione dei fatti.
Nei confronti dell’uomo è stata inoltrata una copiosa informativa, con la quale gli vengono contestati i reati in premessa. Ovviamente il fucile è stato sottoposto a sequestro.
Il cane, fortunatamente, dopo l’estrazione dei pallini si è ristabilito.
fonte:anconainforma.it- foto dal web
sabato 13 novembre 2010
Da 5 mesi aspetta il padrone morto in un incidente, cane commuove gli Usa Video

Da cinque mesi tutti i giorni aspetta sul ciglio della strada il ritorno a casa del padrone. Ma Wayne Giroux, l’uomo americano di Lone Oak che è stato investito a giugno da un autista ubriaco, a casa non tornerà più. Spot, una femmina adulta di cane da caccia, due volte al giorno lo attende comunque sulla strada provinciale che porta verso la loro abitazione. E la sua storia ha commosso gli Stati Uniti.
venerdì 12 novembre 2010
Zampa di capra mozzata in un pacco indirizzato al ministro Brambilla

Un pacco contente una zampa di capra mozzata, indirizzato al ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, è stato rinvenuto nella mattinata di venerdì 12 novembre all'Aeroporto Leonardo da Vinci, a Roma.
Il ritrovamento è stato effettuato dalla polizia al centro di smistamento delle Poste (CMP) dello scalo di Fiumicino. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia, i quali, dopo aver appurato che nel pacco sospetto non c'erano tracce di esplosivi, hanno fatto l'inquitente scoperta.
Potrebbe trattarsi, a detta degli inquirenti, di un macabro monito per le posizioni dure contro la caccia e contro lo sfruttamento degli animali che il ministro Brambilla ha assunto negli utlimi mesi: dalla battaglia sulla regolamentazione più severa dell'attività e del calendario venatorio alla guarra contro le botticelle di Roma che, a detta del ministro, sfruttano i cavalli e «vanno abolite».
mercoledì 10 novembre 2010
I volontari accusano: a Carmagnola il canile è un lager

CARMAGNOLA (TO)
Altro che paradiso per gli animali in cerca di famiglia, il canile di Carmagnola è un lager». Questo è il racconto choc di Enrico Pecoraio ed Elena Setti, due giovani volontari che da anni dedicano il loro tempo agli ospiti di via Ceis. «Vogliono far credere che sia un posto splendido, ma la realtà è ben diversa. Ci sono cani che vengono affidati anche se malati e senza vaccino. Altri muoiono di freddo prima di trovare un padrone».
Al centro delle polemiche c'è uno dei canili più rinomati della Provincia. Che costa alle casse del Comune più di 100 mila euro l'anno. Costruito alla fine degli anni 90, è stato affidato sin dall'inizio alla cooperativa Solidarietà 4. Si prende cura e fa adottare centinaia di cani ogni anno. L'affidamento dei cuccioli e degli esemplari più piccoli, ha perfino richiesto la creazione di una lista d'attesa. Ma per l'associazione Animal Sos si tratta solo di una bella facciata.
«È dal 2006 che entriamo e usciamo da quei cancelli. Sappiamo bene quel che succede lì dentro» spiega Elena, 23 anni. «I metodi che vengono usati sono grotteschi. I cani vengono bastonati se non ubbidiscono. Se abbaiano troppo gli viene legato il muso con lo spago. E poi lasciati in gabbia per giorni senza acqua e cibo». I volontari puntano il dito contro il gestore, Lorenzo Appendino. «L'ho visto personalmente colpire, con un manico di scopa, un povero animale rintanato nella cuccia» conferma Enrico, 28 anni, che ha molti dubbi anche sulla gestione degli affidamenti.
«Più volte abbiamo notato che i cuccioli di razza non venivano lasciati ai privati che ne facevano richiesta. Lo scorso anno era stata ritrovata Milly, un piccolo bassotto. Per darla via chiedevano 100 euro. La sua fine è stata terribile. A dicembre è stata bagnata mentre con una pompa veniva lavata la sua gabbia. È morta nella notte, congelata». Le accuse non risparmiano nemmeno i rapporti con i veterinari. «Quando arriva il medico gli vengono solo mostrati alcuni casi, non tutti i cani malati. Molti vengono lasciati per mesi senza cure, e spesso siamo noi a preoccuparci della loro salute».
La scorsa settimana Animal Sos ha deciso di informare il sindaco Gian Luigi Surra su quello che succede all'80 di via Ceis. Intanto Lorenzo Appendino nega qualsiasi responsabilità. «So cosa dicono quei due, ma sono tutte frottole. Siamo qui da dieci anni e non è mai stato maltrattato nessun animale. Il nostro è un canile modello, che gli altri paesi ci invidiano. A loro non va a genio come viene gestito il centro, ma le cose che raccontano sono false». Il Comune difende l'operato della cooperativa. «Prima d'ora non avevamo mai ricevuto una lamentela. Nemmeno la più piccola critica. Possibile che da un giorno all'altro si possa sollevare un simile polverone?» si chiede Margherita Vaschetti, dell'Ufficio ambiente: «Addirittura si pensava di ampliare la struttura, per poter accogliere anche i cani dei paesi vicini».
fonte:la zampa
Roma: A rischio i fondi per i canili

Rischia di non essere rinnovata a gennaio 2011 la convenzione da oltre quattro milioni per la gestione dei canili romani, affidati dal 1997 all'Associazione di volontari canile di Porta Portese (Avcpp), una onlus animalista con oltre cento dipendenti. Secondo quanto trapela dal Campidoglio, infatti, nel 2011 il budget per l'Ufficio Tutela degli Animali, competente sui canili, verrà ridotto del 50%, passando da otto a quattro milioni di euro. «L'unica soluzione - fanno sapere fonti dell'amministrazione - è la pubblicazione di un bando ad evidenza europea per la gestione dei canili romani. Il budget, però, dovrà essere ridotto poiché il valore dell'attuale convenzione andrebbe a combaciare con lo stanziamento previsto per il 2011 per l'intero Ufficio competente». L'Avcpp gestisce il canile della Muratella, il "Rifugio del Poverello" e la "Valledei cuccioli", per un totale di circa mille animali (800 solo alla Muratella), mentre l'ex Cinodromo è gestito dall'associazione Impronta che occupa nove lavoratori, gestisce 220 cani e ha una convenzione da 240mila euro annui. Assegnata dalla Asl RomaD nel lontano 1997 e confermata nel 2001 dall'amministrazione Rutelli, la convenzione con l'Avcpp è stata rinnovata e ritarata di anno in anno, fmo a raggiungere il valore attuale di quattro milioni e 2omila euro nel 2007, per 335mila euro mensili. Nel 2008 l'amministrazione Alemanno ha deciso di prorogarla mese per mese, contestando all'associazione costi digestione troppo alti. I problemi di bilancio del Campidoglio hanno poi comportato una ri.duzione di circa il 20% dei fondi alle diverse associazioni convenzionate e il budget per l'Avcpp è stato ridotto a 280 mila euro mensili. «Fin dal nostro insediamento - spiega Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente in Campidoglio - abbiamo chiesto una modalità trasparente per l'affidamento dei servizi per i canili comunali dopo annidi affidamento diretto». • Secondo l'ultimo bilancio, nel 2009 l'Avcpp ha speso tre milioni e 228mila euro in stipendi. «Attualmente - dichiara Simona Novi, presidente di Avcpp-- abbiamo 101 persone con contratto a tempo indeterminato e 12 dipendenti a tempo determinato. Su 400 gabbie, ogni giorno impieghiamo 20 persone.A questi si aggiungono educatori, terapisti ed altre figure professionali che devono gestire tutti gli aspetti dei canili, tra cui le adozioni». Una prima stretta sui costi si è avuta in concomitanza con l'insediamento della nuova amministrazione comunale: nel 2008 l'Avcpp ha deciso di cambiare il fornitore del cibo ed è riuscita a risparmiare loomila euro in un solo anno. «Dal 2005 al 2008 - si legge in una nota che la Novi ha consegnato al Comune - risulta evidente un consistente aumento dell'acquisto del cibo "medicato" (utile per diverse patologie degli animali, ndr), a fronte di una conseguente graduale diminuzione dell'acquisto di cibo standard. Dal 2009 l'aver scelto di utilizzare il cibo medicato solo nei casi "salva-vita" ha comportato un rispgrmio di roomila euro». La Cgil interna all'associazione propone l'internalizzazione di servizi e lavoratori da parte del Comune, anche perché Novi fa sapere che Avcpp potrebbe non partecipare all'eventuale bando pubblico che, spiega De Priamo «consentirebbe all'amministrazione di migliorare i servizi per gli animali riducendo allo stesso tempo gli immani sprechi degli anni passati». La soluzione prospetatta dal Comune per i 101 dipendenti dell'Avcpp è un'altra: la presa in carico da parte dell'associazione vincitrice del bando di gara.
Blitz degli animalisti in comune in difesa delle nutrie

TREVISO. Blitz notturno di protesta con striscione contro il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che, in piena crisi da maltempo, ha affermato che parte del malfunzionamento dei fiumi è dovuto alla presenza delle nutrie.
Gli animalisti hanno affisso uno striscione sulla facciata del comune di Treviso con su scritto, tra l'altro, ''giù le mani dalle nutrie'' e invettive contro Gentilini che è un
appassionato cacciatore.
Il gesto di protesta, del tutto pacifico, nasce dal fatto che Gentilini è ''noto per aver agito e parlato sempre contro gli animali - rilevano gli animalisti - e cacciatore lui stesso''. Per gli animalisti Gentilini è ''autore della fallita ordinanza che nel 2004 vietava l'accesso ai cani nel centro della città e del progetto nel 2006 di sterminare i cigni del fiume Sile''.
fonte:la tribuna di treviso
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