Circo: sofferenza gratuita a pagamento” e’ questo il contenuto dello striscione affisso questa notte a Firenze davanti all’ingresso del circo Florilegio dai militanti de “La foresta che avanza”, gruppo ambientalista legato all’associazione politico-culturale CasaPound Italia.
L’iniziativa,come specificato anche nei numerosi volantini distribuiti in tutto il quartiere, intende sensibilizzare la cittadinanza sull’inaccetabile sfruttamento degli animali per fini esclusivamente commerciali, come spiega anche il responsabile dell’associazione Saverio Di Giulio: “troviamo incivile che nel terzo millennio sia ancora possibile sfruttare gli animali per spettacoli commerciali come quelli circensi, assolutamente contrari alla loro natura. Crediamo infatti che il posto che gli spetti di diritto sia quello del loro habitat naturale e non una gabbia alienante piccola e sporca.”
Un’iniziativa questa gia’ effettuata da altri nuclei del gruppo in molte citta’ italiane e che sembra essere soltanto la prima di una serie di iniziative.
”Continueremo", prosegue Di Giulio, "anche a Firenze ad occuparci delle problematiche del mondo animale che riteniamo una risorsa e una ricchezza troppo importante per essere svilita e umiliata per fini esclusivamente economici. Il nostro impegno sara’ rivolto non soltanto al rivoluzionamento della concezione materialistica degli animali ma anche alla lotta politica per la modifica della legge 163/85 che attualmente destina l’1,5% del fondo unico per lo spettacolo genericamente a tutti i circhi".
"Vorremmo infatti", conclude il Responsabile di CPI Firenze, "che tali fondi,unitamente alla formulazione di un totale divieto di usare gli animali a questi fini, venissero destinati esclusivamente a quei circhi che svolgono la reale arte circense, quella in stile cirque du soleil per intenderci”.
fonte:firenzetoday.it
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lunedì 10 gennaio 2011
martedì 14 dicembre 2010
Carne umana per cena

Singolare protesta degli ambientalisti a Pordenone con modelle impacchettate come bistecche al bancone del supermercato
Confezionata in vaschetta e coperta di sangue come una bistecca del supermercato, poi altre due attiviste vestite da coniglio e beagle a ricordare la sperimentazione animale. Ovviamente non poteva mancare la pelliccia, indossata e grondante sangue, e poi un colorato “felino” in gabbia a simboleggiare lo sfruttamento degli animali nei circhi.
Il tutto, come riporta Geapress, è accaduto sabato a Pordenone grazie ai volontari dell’Associazione Venus In Fur e AFVG-Animalisti Friuli Venezia Giulia che in tal maniera sono riusciti ad attirare l’attenzione di numerose persone in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali.
A consolarci sulla nuova moda della carne biologica (difficilmente ecosostenibile ed egualmente mortale per gli animali-oggetto), riporta Geapress, le etichette tipo tracciatura da bancone che così specificavano: “UMANO BIO – Buonacarne – Questa varietà di carne biologica contiene pochi grassi per una sana alimentazione. Gli umani sono nutriti con alimenti biologici di qualità”. E poi l’etichetta con il lotto di provenienza: “UMANO DOC. – orig. ITALIA, allevato all’aperto”.
A dare un valore aggiunto a questa manifestazione, del tutto nuova per Pordenone, le installazioni dell’artista visiva Tiziana Pers: una stampa della serie ‘Amargura’ e delle installazioni appartenenti ai cicli ‘Skin’ e ‘Shine’. Lavori che affrontano la relazione che intercorre tra l’uomo e l’‘altro’. Scopo di queste opere è il riconoscere la crudeltà nell’indifferenza con la quale siamo abituati a guardare a svariati fenomeni che in qualche modo toccano il nostro quotidiano, dalla macellazione all’ allevamento intensivo, dalle pellicce ai trofei di caccia.
Performances ed istallazioni, l’arte che si fonde con la questione animale: tutti ingredienti che hanno contribuito (questo lo scopo della manifestazione nell’intenzione degli organizzatori) a focalizzare lo sguardo su temi che comunemente si preferisce non affrontare.
fonte:il friuli-foto:geapress
sabato 27 novembre 2010
Giornata mondiale anti-pellicce: proteste a Roma
Ieri 26 novembre è stata celebrata la Giornata mondiale anti-pellicce. Sono state realizzate alcune proteste anche in Piazza del Popolo, a Roma, a cui hanno aderito moltissime associazioni animaliste, tra cui la LAV, la Lega Antivivisezione

I manifestanti si sono simbolicamente presentati in piazza coperti di pellicce, come se fossero degli animali. Alcuni si sono stesi per terra e altri si sono messi in alcune gabbie. In pratica, hanno organizzato una rappresentazione simbolica dei metodi utilizzati per ottenere le pelli degli animali e hanno allestito un gazebo presso il quale firmare la petizione per ottenere l’etichettatura delle pellicce.
Nel corso della rappresentazione, due volontarie si sono improvvisate moderne Crudelie DeMon che sfilavano con pelli di animali insanguinate. E ancora, due attivisti hanno tirato fuori dalle “gabbie” altri “animali” inscenando i metodi utilizzati per scuoiarli (anche da vivi).
E sì, perché stando a quanto affermato da Walter Caporale, presidente degli Animalisti, questi esseri vengono torturati nel modo più atroce possibile, vengono tenuti in condizioni aberranti, prigionieri destinati a una morte dolorosa. E poi tutto questo perché? Per far tesoro delle loro pellicce.
Per una soltanto sono necessarie le pelli di 20-30 gatti domestici, 15-20 cani, 30-40 conigli e procioni, oltre che di 200-400 scoiattoli, 180-240 ermellini, 130-200 cincillà, 30-70 visoni. Gli Animalisti quindi hanno deciso di dire basta e lanciare un appello al Governo affinché intervenga contro l’importazione e la vendita in Italia di pellicce di cane e gatto.
“Ogni anno il commercio di cani e gatti il cui pelo viene utilizzato per inserti di guanti, giocattoli, borse, cappucci e calzature, miete circa due milioni di vittime. Ma oggi è possibile evitare di alimentare questo business, la moda consente di avere tantissime alternative creative, originali e di qualità tali da non giustificare assolutamente la preferenza per le pellicce”, afferma Caporale.
fonte:ilquotidianoitaliano.it

I manifestanti si sono simbolicamente presentati in piazza coperti di pellicce, come se fossero degli animali. Alcuni si sono stesi per terra e altri si sono messi in alcune gabbie. In pratica, hanno organizzato una rappresentazione simbolica dei metodi utilizzati per ottenere le pelli degli animali e hanno allestito un gazebo presso il quale firmare la petizione per ottenere l’etichettatura delle pellicce.
Nel corso della rappresentazione, due volontarie si sono improvvisate moderne Crudelie DeMon che sfilavano con pelli di animali insanguinate. E ancora, due attivisti hanno tirato fuori dalle “gabbie” altri “animali” inscenando i metodi utilizzati per scuoiarli (anche da vivi).
E sì, perché stando a quanto affermato da Walter Caporale, presidente degli Animalisti, questi esseri vengono torturati nel modo più atroce possibile, vengono tenuti in condizioni aberranti, prigionieri destinati a una morte dolorosa. E poi tutto questo perché? Per far tesoro delle loro pellicce.
Per una soltanto sono necessarie le pelli di 20-30 gatti domestici, 15-20 cani, 30-40 conigli e procioni, oltre che di 200-400 scoiattoli, 180-240 ermellini, 130-200 cincillà, 30-70 visoni. Gli Animalisti quindi hanno deciso di dire basta e lanciare un appello al Governo affinché intervenga contro l’importazione e la vendita in Italia di pellicce di cane e gatto.
“Ogni anno il commercio di cani e gatti il cui pelo viene utilizzato per inserti di guanti, giocattoli, borse, cappucci e calzature, miete circa due milioni di vittime. Ma oggi è possibile evitare di alimentare questo business, la moda consente di avere tantissime alternative creative, originali e di qualità tali da non giustificare assolutamente la preferenza per le pellicce”, afferma Caporale.
fonte:ilquotidianoitaliano.it
Nuoro: Zuffa tra animalisti e circensi

NUORO. Ogni anno è la solita storia. Arriva il circo, e gli animalisti manifestano. Un po’ alla Greenpeace, animati dal sacro fuoco per la difesa dei diritti degli animali. Il benvenuto allo spettacolo del circo Orfei si è però concluso con uno scontro fisico dove le hanno buscate tutti. Circensi e ragazzini. Perchè gli animalisti alla fine altro non erano che questo: ragazzi che hanno imbrattato i manifesti del circo. Almeno uno di loro è finito all’ospedale. Tutto è accaduto attorno alle sei di sera, nello spiazzo che si trova alla fine di viale Sardegna, abituale spazio dove viene ospitato il circo. Secondo una prima ricostruzione (poi è intervenuta la polizia), alcuni ragazzi sarebbero intervenuti per censurare i trattamenti cui verrebbero sottoposti gli animali del circo. Animati da questo spirito animalista, avrebbero imbrattato i cartelloni pubblicitari. Questo avrebbe provocato l’intervento dei circensi. Tra i due gruppi è nata una zuffa, andata sempre più accendendosi, fino a che qualche passante non è intervenuto e ha chiamato le forze dell’ordione. Ora, se una delle due fazioni, quella dei circensi, lamenta un ferito «ufficiale», ossia uno degli inservienti, medicato dal personale del 118, c’è anche un altro ferito, vale a dire uno dei ragazzi «imbrattatori». È stato soccorso perchè perdeva molto sangue dal naso, nella contesa ha rimediato più di un colpo ed è stato trasportato all’ospedale di Nuoro per essere medicato. Questi ragazzi, raccontano alcuni passanti, una volta che hanno espresso il loro dissenso sul circo a forza di pennarellate sui manifesti, si sono visti costretti dalla reazione dei circensi a fuggire. E hanno imboccato la strada che dalla fine di viale Sardegna porta verso viale Costituzione, inseguiti da una marea di inservienti del circo. E lì che sono intervenuti i passanti; sopratutto per sedare gli animi e riportare un po’ di buonsenso tra i contendenti. Animi surriscaldati, parole grosse, da una parte le (legittime) aspettative dei circensi e dall’altra le proteste degli animalisti; nulla comunque che possa giustificare pestaggi, da una parte o dall’altra. Ci penseranno le forze dell’ordine a stabilire chi, in questa vicenda, è andato oltre il dovuto, chi ha subìto i danni maggiori e le ferite più serie. All’occhio dei testimoni è sembrata sproporzionata la reazione del personale del circo, sopratutto per la scarsa potenzialità offensiva degli animalisti, giovanissimi armati di pennarelli e di slogan. Che, normalmente, tanto male non fanno; un po’ più possono i pugni e gli schiaffi. La polizia e i carabinieri hanno ascoltato i contendenti, e alcuni testimoni per capire chi ha aggredito chi. Nei prossimi giorni si vedrà se lo spettacolo fuori tendone avrà un seguito giudiziario.
fonte:la nuova sardegna- foto dal web
mercoledì 10 novembre 2010
Blitz degli animalisti in comune in difesa delle nutrie

TREVISO. Blitz notturno di protesta con striscione contro il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che, in piena crisi da maltempo, ha affermato che parte del malfunzionamento dei fiumi è dovuto alla presenza delle nutrie.
Gli animalisti hanno affisso uno striscione sulla facciata del comune di Treviso con su scritto, tra l'altro, ''giù le mani dalle nutrie'' e invettive contro Gentilini che è un
appassionato cacciatore.
Il gesto di protesta, del tutto pacifico, nasce dal fatto che Gentilini è ''noto per aver agito e parlato sempre contro gli animali - rilevano gli animalisti - e cacciatore lui stesso''. Per gli animalisti Gentilini è ''autore della fallita ordinanza che nel 2004 vietava l'accesso ai cani nel centro della città e del progetto nel 2006 di sterminare i cigni del fiume Sile''.
fonte:la tribuna di treviso
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