Lieto epilogo per un leone e una tigre sequestrati presso un Circo (Circo Nazionale Aldo Martini) con
provvedimento della Procura della Repubblica di Monza, e trasferiti in
un'adeguata struttura di affidamento grazie all'intervento del Servizio
CITES del Corpo forestale dello Stato, Convenzione di Washington sul
commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di
estinzione.
Il sequestro è avvenuto a seguito
dell'ispezione operata dalla Polizia provinciale di Monza e dalle
Guardie zoofile e il reato contestato al titolare del circo è quello di
maltrattamento di animali. Sia il leone che la tigre venivano infatti
detenuti in condizioni non compatibili con le caratteristiche della loro
specie di appartenenza e assolutamente non idonee a soddisfare il
livello minimo di benessere psico-fisico. Nell'immediatezza del
sequestro, gli animali sono stati affidati agli stessi circensi
proprietari, in quanto non risultava disponibile altra struttura di
custodia idonea ad ospitare i due grandi felini, appartenenti a specie
pericolose.
Grazie alla pluriennale esperienza maturata nel campo dal
personale del Servizio CITES di Roma ed alla collaborazione prestata
dagli attuali detentori degli animali, i due felini, già abituati ad
essere trasportati su carri in quanto impiegati da anni in un circo, non
sono stati sottoposti a trattamento anestetico ma sono stati fatti
entrare, in perfetto stato di coscienza, nelle gabbie impiegate per il
trasporto. Lo spostamento è stato effettuato con mezzi idonei al
trasporto di animali pericolosi e hanno potuto affrontare il viaggio per
raggiungere un Centro specializzato nel recupero di fauna esotica
situato a Semproniano in Toscana, dove, grazie anche all'assistenza di
personale medico veterinario qualificato, potrà avere inizio il loro
processo di recupero.
Sarà la LAV a farsi carico delle spese per il mantenimento degli animali nel centro di recupero.
Fonte: Corpo Forestale dello Stato - Foto: LAV
martedì 2 settembre 2014
Villorba: sequestrati 3 cani in pessime condizioni
Tre cani costretti a vivere rinchiusi in pochissimi metri quadrati di scoperto, in
pessime condizioni igieniche, sono stati posti sotto sequestro
dagli agenti della polizia locale di Villorba nel corso di un blitz
all’interno di una proprietà di una giovane. La 21enne è stata denunciata per
maltrattamenti e minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. I tre cani, due meticci e un segugio, erano talmente magri a tal punto da riuscire a contare le costole. I suoi cani magrissimi e nella puzza e nello sporco, sequestrati
„Come scrivono i quotidiani locali, negli ultimi tempi sarebbero state diverse le segnalazioni da parte di alcuni cittadini che si lamentavano delle condizioni in cui la giovane teneva i suoi cani. Ma la situazione è stata scoperta solo quando i vigili, che dovevano riconsegnare uno dei cani fuggito da casa, si sono trovati dinnanzi ad una situazione di totale degrado nella loro gestione. I cani sequestrati sono stati affidati alle cure del Servizio veterinario dell’Usl 9: il personale dell’azienda sanitaria si è subito prodigato a rifocillarli e a garantire loro una sistemazione temporanea adeguata al canile sanitario di Ponzano, in attesa dei prossimi sviluppi sulla vicenda.
Foto da: Andrea Zanoni
„Come scrivono i quotidiani locali, negli ultimi tempi sarebbero state diverse le segnalazioni da parte di alcuni cittadini che si lamentavano delle condizioni in cui la giovane teneva i suoi cani. Ma la situazione è stata scoperta solo quando i vigili, che dovevano riconsegnare uno dei cani fuggito da casa, si sono trovati dinnanzi ad una situazione di totale degrado nella loro gestione. I cani sequestrati sono stati affidati alle cure del Servizio veterinario dell’Usl 9: il personale dell’azienda sanitaria si è subito prodigato a rifocillarli e a garantire loro una sistemazione temporanea adeguata al canile sanitario di Ponzano, in attesa dei prossimi sviluppi sulla vicenda.
Foto da: Andrea Zanoni
mercoledì 13 agosto 2014
Terni: cani maltrattati, denunciato proprietario
Nei giorni scorsi gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando
Stazione di Ferentillo (TR) sono intervenuti in località Colleporto del
Comune di Arrone per una segnalazione di maltrattamento di alcuni cani. Sul posto, all’interno del centro abitato, su
di un’area di pertinenza di un fabbricato adibito a civile abitazione,
la Forestale trovava tre cani, uno dei quali riportava segni evidenti
di sofferenza dovuti a maltrattamento; nello specifico l’animale, seppur
avendo a disposizione un’adeguata cuccia, era stato legato con una
catena ed aveva un collare costituito da altro pezzo della medesima
catena, la quale poiché troppo stretta, si era incarnita sul dorso del
collo del cane, provocando una evidente ferita con fuoriuscita di
sangue. L’animale è stato prontamente posto sotto sequestro e messo a
disposizione del Servizio Veterinario della ASL n° 2 di Terni per le
cure del caso.
Inoltre dagli accertamenti effettuati è emerso che due cani non erano in possesso di microchip e quindi non iscritti all’anagrafe canina. Il proprietario dei cani è stato denunciato presso la Procura della Repubblica di Terni ai sensi dell’art. 544 ter del Codice Penale per maltrattamento animale, in quanto sottoponeva un cane senza necessità a sevizie o comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, ora rischia la reclusione da tre mesi ad un anno o una multa da 3.000 a 15.000 euro, oltre a due sanzioni amministrative di euro 102 ciascuna, per la mancata iscrizione degli animali all’anagrafe canina.
Inoltre dagli accertamenti effettuati è emerso che due cani non erano in possesso di microchip e quindi non iscritti all’anagrafe canina. Il proprietario dei cani è stato denunciato presso la Procura della Repubblica di Terni ai sensi dell’art. 544 ter del Codice Penale per maltrattamento animale, in quanto sottoponeva un cane senza necessità a sevizie o comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, ora rischia la reclusione da tre mesi ad un anno o una multa da 3.000 a 15.000 euro, oltre a due sanzioni amministrative di euro 102 ciascuna, per la mancata iscrizione degli animali all’anagrafe canina.
martedì 5 agosto 2014
Animali vaganti a Vieste: ok dalla Prefettura per l'abbattimento
La Prefettura di Foggia ha emanato un'ordinanza nella quale dà
mandato alle forze dell'ordine di "provvedere all'abbattimento degli
animali vaganti, limitatamente al territorio del comune di Vieste, nel
caso in cui gli stessi dovessero creare una situazione di pericolo
concreto per l'incolumità delle popolazioni e per la sicurezza della
circolazione stradale". Lo riporta l'edizione odierna del Corriere del
Mezzogiorno secondo cui l'adozione del provvedimento è stata richiesta
dal Comune di Vieste per i numerosi episodi che hanno visto ovini,
bovini ed equini sconfinare dai loro pascoli e vagare per le strade,
causando incidenti oppure gironzolare nelle vicinanze dei campeggi e residence con evidente sorpresa e fastidio dei
turisti.
Il quotidiano riporta anche il parere favorevole del sindaco di Vieste, Ersilia Nobile ("Ci dispiace per gli animali ma credo che la vita umana è più importante") e quello contrario di un animalista ("E' facile colpire le povere bestie, più difficile punire gli allevatori").
Dunque qualora venga segnalata la presenza di un animale che costituisce pericolo per la pubblica e privata incolumità o per la sicurezza della circolazione stradale o ferroviaria il Corpo forestale dello Stato e la Polizia provinciale si impegnano ad intervenire tempestivamente e «valutata l’impossibilità di adottare ulteriori atti dissuasivi per l’allontanamento del pericolo, provvedono all’abbattimento dell’animale con idoneo armamento»: ossia con un fucile o con un carabina.
Pronta la risposta delle associazioni animaliste, tra cui la Lav: «questa Ordinanza, rispetto alla normativa vigente – la quale già prevede l’intervento delle Forze di Polizia, per gravi motivi di sicurezza pubblica – rischia di essere un indiscriminato via libera all’uccisione di animali. Inoltre, il provvedimento è stato emanato a seguito di incontri con le parti sociali, escludendo la presenza delle associazioni animaliste e in assenza di una adeguata istruttoria volta ad individuare metodi alternativi non cruenti. Poiché gli animali allevati devono essere iscritti per legge alle relative anagrafi, non si comprende come i costi delle operazioni debbano ricadere sulle casse del Comune di Vieste e non sui legittimi proprietari, per i quali, in ogni caso, può configurarsi anche il reato di abbandono. Se invece gli animali non fossero iscritti ad alcuna anagrafe, non si comprende il motivo dei mancati controlli con relative sanzioni. Perché non ordinare, invece, controlli a tappeto sugli allevatori per verificare il loro rispetto delle normative?».
Anche l'Enpa promette battaglia: «siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, da quelli legali a quelli di pressione sull'opinione pubblica italiana e internazionale, qualora le autorità locali competenti non ritirassero l'ordinanza che autorizza l'abbattimento immediato degli animali trovati a vagare sul territorio del Comune di Vieste».
Foto da: vocedivieste.org
Il quotidiano riporta anche il parere favorevole del sindaco di Vieste, Ersilia Nobile ("Ci dispiace per gli animali ma credo che la vita umana è più importante") e quello contrario di un animalista ("E' facile colpire le povere bestie, più difficile punire gli allevatori").
Dunque qualora venga segnalata la presenza di un animale che costituisce pericolo per la pubblica e privata incolumità o per la sicurezza della circolazione stradale o ferroviaria il Corpo forestale dello Stato e la Polizia provinciale si impegnano ad intervenire tempestivamente e «valutata l’impossibilità di adottare ulteriori atti dissuasivi per l’allontanamento del pericolo, provvedono all’abbattimento dell’animale con idoneo armamento»: ossia con un fucile o con un carabina.
Pronta la risposta delle associazioni animaliste, tra cui la Lav: «questa Ordinanza, rispetto alla normativa vigente – la quale già prevede l’intervento delle Forze di Polizia, per gravi motivi di sicurezza pubblica – rischia di essere un indiscriminato via libera all’uccisione di animali. Inoltre, il provvedimento è stato emanato a seguito di incontri con le parti sociali, escludendo la presenza delle associazioni animaliste e in assenza di una adeguata istruttoria volta ad individuare metodi alternativi non cruenti. Poiché gli animali allevati devono essere iscritti per legge alle relative anagrafi, non si comprende come i costi delle operazioni debbano ricadere sulle casse del Comune di Vieste e non sui legittimi proprietari, per i quali, in ogni caso, può configurarsi anche il reato di abbandono. Se invece gli animali non fossero iscritti ad alcuna anagrafe, non si comprende il motivo dei mancati controlli con relative sanzioni. Perché non ordinare, invece, controlli a tappeto sugli allevatori per verificare il loro rispetto delle normative?».
Anche l'Enpa promette battaglia: «siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, da quelli legali a quelli di pressione sull'opinione pubblica italiana e internazionale, qualora le autorità locali competenti non ritirassero l'ordinanza che autorizza l'abbattimento immediato degli animali trovati a vagare sul territorio del Comune di Vieste».
Foto da: vocedivieste.org
sabato 26 luglio 2014
Limina: pastore impicca il suo cane
Aveva sgozzato una delle sue capre e per questo motivo, un pastore ha ucciso il proprio cane nelle campagne di Limina, impiccandolo ad un albero. A
fare la macabra scoperta un appassionato di
mountain bike, che si trovava a percorrere una strada di campagna tra
Limina e Roccafiorita. Durante il tragitto l'uomo si è trovato
davanti ad una scena sconvolgente: un
maremmano, specie solitamente utilizzata per custodire le greggi,
giaceva impiccato ad un albero. L’uomo ha provato ad aiutare l’animale,
ma nonostante fosse ancora caldo, per lui non c’era più nulla da fare.
Altri cani della stessa razza, probabilmente i suoi cuccioli, si
aggiravano nei paraggi lamentandosi disperati. Il giovane catanese, che
ha sporto denuncia il giorno seguente presso la stazione dei Carabinieri
di S. Venerina, ha scorto poi nascosta tra i cespugli una persona
anziana, intenta ad osservare la scena: interrogato su cosa fosse
accaduto, l’uomo ha ammesso, dopo qualche tentennamento,
indicando al ciclista la capra morta. Il 37enne ha scattato
alcune foto, ma a causa della foratura degli pneumatici della sua bici,
non è riuscito a raggiungere nell’immediatezza la più vicina stazione
dell’Arma per denunciare il fatto. «Un atto assolutamente intollerabile - dice Lorenzo Croce presidente di
Aidaa - andremo fino in fondo contro questo delinquente.
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