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venerdì 28 marzo 2014

Monreale: abbandonato con le zampe legate e un sacco in testa

Legato con una corda al collo e alle zampe anteriori, la testa infilata dentro ad un sacco dell'immondizia e abbandonato sul ciglio della strada principale. Il fatto è avvenuto a Giacalone, frazione di Monreale, in provincia di Palermo. Il macabro spettacolo ha attirato l’attenzione di un passante che, sconvolto, ha allertato Alessio Di Dino, il volontario dell'associazione animalista OIPA che più volte ha denunciato la grave situazione del randagismo proprio in quel territorio. Non si sa ancora nulla delle cause della morte, il cui accertamento spetterà all’Istituto Zooprofilattico di Palermo. Bisogna capire se il cane sia morto per soffocamento come sembrerebbe e quindi gettato in strada, oppure se a provocarne la morte sia stato qualcos’altro. Il corpo del povero cane, è rimasto li oltre 30 ore, come raccontano i volontari, nonostante le segnalazioni alla Polizia Municipale.
 
Solo pochi giorni prima, uno dei “cani di quartiere”, di Piazza Tenente Anelli-Villaggio Santa Rosalia, a Palermo, da tempo minacciati da alcuni residenti. Il piccolo, chiamato dai volontari Pimpino, è stato ucciso per strangolamento. «Ancora una volta vince la prepotenza, la prevaricazione di chi pensa che essere forti significhi prendersela con animali indifesi, buoni con tutti, amici dei bambini, e i cittadini sensibili che portano loro solo una ciotola di cibo».

martedì 9 ottobre 2012

Cane investito e ucciso: lasciato per giorni sulla Trignina

Cane investito e abbandonato sulla Trignina per 5 giorni

Nella giornata di venerdì 5 ottobre sulla Trignina un automobilista inavvertitamente ha investito e ucciso un cane probabilmente randagio. L'uomo, che ha riportato dei danni alla propria autovettura, ha segnalato l'incidente presso l'area di servizio del Girasole. Essendo l'animale rimasto coinvolto all'altezza del km 65.500 della Statale 650, è stato dunque avvertito il comune di Fresagrandinaria. Lunedì 8 ottobre il corpo del povero cane era ancora sul ciglio della strada. La segnalazione arriva dal presidente del Comitato Protrignina, Antonio Turdò, che è andato a fotografare il cane in evidente stato di decomposizione sulla Trignina, postando poi la foto anche nel proprio profilo di facebook. Ho chiamato sia il capo compartimento Anas che l'ufficio veterinario della Asl, racconta Turdò, mi ha risposto il dottor Torzi, il quale ha detto di aver effettuato il sopralluogo e di aver sollecitato il Comune ad intervenire. E' scandaloso che nel terzo millennio un animale morto dopo 5 giorni sia ancora in quello stato di degrado ed abbandono fuori da ogni ordine, regola igienica e impatto estetico".

Ma è solo un cane.. dirà qualcuno.
o chiamato sia il capo compartimento Anas che l'ufficio veterinario della Asl - racconta Turdò - mi ha risposto il dottor Torzi, il quale ha detto di aver effettuato il sopralluogo e di aver sollecitato il Comune ad intervenire. Questa è un'ulteriore dimostrazione di come viene trattata la Trignina: siamo capaci solo a prendere soldi dalla povera gente e dagli automobilisti, quando invece bisogna rendere un servizio con sollecitudine ed immediatezza cominciano lungaggini burocratiche da prima repubblica. E' scandaloso - conclude - che nel terzo millennio un animale morto dopo 5 giorni sia ancora in quello stato di degrado ed abbandono fuori da ogni ordine, regola igienica e impatto estetico".“Cane investito e abbandonato sulla Trignina per 5 giorni







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lunedì 7 marzo 2011

In Romania, di nuovo lo sterminio dei randagi

In votazione al Parlamento una legge per permettere ai Comuni di uccidere i cani.

Riportiamo questo comunicato stampa dell'associazione "Save the dogs", che da molti anni lavora per salvare i cani randagi in Romania.
SINDACI LIBERI DI UCCIDERE I RANDAGI
TORNA LEGALE LO STERMINIO DEI CANI IN ROMANIA

Martedì 8 marzo il Parlamento Romeno deciderà se approvare un provvedimento che cancella con un colpo di spugna la Legge 9/2008 e dà la possibilità ai sindaci di massacrare legalmente centinaia di migliaia di cani randagi. Se la legge venisse approvata - e le chance sono altissime poiché la proposta è sostenuta non solo dal partito di maggioranza del Presidente Basescu (PDL) ma anche da molti esponenti dell'opposizione - sarebbero condannati a morte i 2 milioni di randagi che vagano sul territorio romeno.
Di fronte alle pressioni dell'opinione pubblica - già provata da una crisi economica drammatica e dal recente scandalo delle dogane - il Parlamento sembra aver voltato le spalle ad una legge che venne votata dai deputati romeni quasi all'unanimità 3 anni fa. Oltre a consentire ai sindaci di eliminare i randagi, la legge presenta altri aspetti che il mondo dell'associazionismo e della società civile considera anticostituzionali. Tra questi, il divieto per le onlus di entrare nei canili pubblici per verificarne la gestione e le pesanti limitazioni all'adozione dei cani presenti nelle strutture.
Tra le grandi sostenitrici della proposta vi è Elena Udrea, Ministro dello Sviluppo e del Turismo molto vicina al Presidente, che ha accusato le associazioni animaliste di non avere interesse a risolvere il problema del randagismo endemico e di ostacolare le autorità. "Il Ministro Udrea sostiene di voler importare il modello degli USA - dichiara la Presidente di Save the Dogs Sara Turetta - dove i cani abbandonati vengono soppressi dopo due settimane, ma dimentica le differenze sostanziali tra la situazione americana e quella rumena. L'OMS - continua Turetta - ha sottolineato più volte che il randagismo endemico non si risolve con la rimozione dei cani dal territorio ma solo con piani di sterilizzazione e vaccinazione di massa e tramite l'identificazione degli animali di proprietà. Provvedimenti mai attuati dalle autorità rumene. Lo slogan del Ministro Udrea 'Enter The Carpatian Garden' - conclude Turetta - diventerà presto un invito paradossale per i turisti a passeggiare tra migliaia di cadaveri di cani randagi".
Le associazioni animaliste manifesteranno davanti alla Casa del Popolo di Bucarest lunedì 7 marzo pomeriggio, nel corso della seduta plenaria del Parlamento, a partire dalle ore 15.00.

agireora.org

mercoledì 15 dicembre 2010

Randagismo Molise:Martini,oggi intesa per controllo


Roma, 15 dic. (Adnkronos) - Passo avanti nella lotta randagismo in Molise . E' stato firmato oggi, con la supervisione del ministero della Salute, un protocollo d'intesa tra l'Azienda sanitaria regionale e l'Enpa di Campobasso per il controllo del fenomeno nella regione, si legge in una nota del ministero.

"Finalmente - afferma nella nota il sottosegretario Francesca Martini - il Molise intraprende un percorso che mi auguro serio e concreto per affrontare i gravi problemi legati al randagismo e all'incuria che storicamente affliggono questa regione. Durante la mia personale visita al canile di Santo Stefano a Campobasso e le numerose ispezioni che il ministero ha condotto conseguentemente, sono emerse le carenze e l'immobilismo nel quale versava la sanita' molisana sul tema della sterilizzazione, microchippatura, ricovero e benessere degli animali vaganti sul territorio".

"Auspico che questo importante protocollo rappresenti il primo passo di un impegno congiunto e rinnovato delle istituzioni e delle Asl, in collaborazione con le associazioni di tutela degli animali. Confido inoltre che il prossimo incontro, gia' programmato per l'inizio del nuovo anno - conclude Martini - porti ad ulteriori risultati e in piena collaborazione con il ministero".

domenica 12 dicembre 2010

Liberto: avvelenati tre cani randagi,alcuni invece sono spariti


Provincia di Catania - Se il cane é il migliore amico dell'uomo, non sempre possiamo affermare che l'uomo abbia lo stesso rispetto per gli animali.
In contrada Liberto del Comune di Fiumefreddo quattro cittadini residenti nella cooperativa "San Biagio" hanno presentato una denuncia pubblica al comando dei vigili urbani del paese jonico dichiarando che, nell'ultima settimana, tre cani dell'età circa di tre anni stazionanti stabilmente nei vialetti interni del complesso edilizio erano stati avvelenati con l'utilizzo di organi esteri fosforici.
A seguito dell'esposto é stato effettuato un sopralluogo da parte dei sanitari dell'unità operativa sanità pubblica veterinaria, operanti nel distretto di Giarre, che hanno accertato il decesso degli animali richiedendo al sindaco, Sebastiano Nucifora, l'emissione di un'ordinanza per la distruzione delle carcasse di due animali.
Per il terzo cane si é provveduto a sottoporre i resti ad esame autoptico per individuare la giusta causa di morte. Tale atto si é reso urgente ed opportuno anche a salvaguardia della salute pubblica.
Il comando di polizia municipale di Fiumefreddo, dopo contatti telefonici, ha invitato una ditta specializzata nel settore per l'esecuzione materiale del prelievo, per il trasporto e la distruzione delle due carcasse. Non si tratta, purtroppo, solo di un caso isolato di disumanità perché, a dire dei denuncianti, negli ultimi sei mesi sono scomparsi sei cani randagi dalla zona.

LA SICILIA CATANIA-FOTO DAL WEB

Marina di Catanzaro,randagio picchiato con una catena di ferro


Catanzaro - E' il quartiere Marina di Catanzaro, che ormai da circa da due mesi ha adottato questo adorabile ed affettuoso cagnolino meticcio di taglia media ; un cane che, per sentito dire dagli abitanti della zona, non ha mai recato danno o disturbo a nessuno. Ieri sera pero', le urla del cane hanno colto l'attenzione delle proprietarie di un ristorante, le stesse che ormai da tempo si preoccupavano di sfamare il randagio, così come tutto il vicinato. Quando una delle signore si e' affacciata dal locale, ha potuto notare il cane in cerca d'aiuto, malmenato da un signore con una catena di ferro, una di quelle che si utilizzano per bloccare i cerchi delle biciclette. Accertatasi di cio' ha subito contattato le forze dell'ordine ma senza nessun esito.
Successivamente la signora ha contattato la polizia zoofila, nell 'attesa dei soccorsi il proprietario del cane al collare, nonche' molestatore del randagio, ha nascosto la catena procurandosi un collarino di corda, affermando che al cane lo aveva ''picchiato' con quello e con nessun altro oggetto. Davanti lo stupore dei testimoni, che avevano ben visto la scena, sono accorse le guardie zoofile che comunque non hanno potuto far nulla, in quanto il cane era in buone condizioni. Ci si chiede ora, se si deve aspettare che il cane sia ferito per evitare altre azioni come queste? C'è qualcosa che si può fare, per prevenire determinati gesti? Un atto questo, se vogliamo ingiusto e indegno, il resto viene da sé.

fonte:CATANZARO INFORMA-FOTO DAL WEB

domenica 5 dicembre 2010

Natale/ Sotto albero 350mila cuccioli: il 40% viene abbandonato


Spesa di 110 milioni, appello a non comprarli ma andare in canili

Roma, 5 dic. (Apcom) - Un appello affinchè, per Natale, non si vada nei negozi di animali per comprare dei cuccioli da regalare o fare trovare ai bambini sotto l'albero, perchè il 40% di questi 'batuffoli' dopo qualche mese viene abbandonato ai bordi di una strada, spesso in concomitanza con le vacanze estive, o finisce in un canile o gattile. Meglio, suggerisce l'associazione italiana a difesa degli animali e dell'ambiente, Aidaa, andare direttamente nei canili e nei gattili e adottare uno degli oltre 150.000 cani e oltre 200.000 gatti che sono stati abbandonati. Il business del commercio di cuccioli di animali domestici, ed in particolare cuccioli di cane o di gatto nel periodo delle feste natalizie è enorme, si parla infatti di oltre 350.000 animali venduti per un giro di affari di circa 110 milioni di euro: molti di questi cuccioli sono importati illegalmente, e quindi spesso non vaccinati nè curati a dovere, arrivati in Italia dopo viaggi massacranti dai paesi dell'est Europa e moltissimi sono i casi di cuccioli morti dopo poche settimane per malattia.

fonte:ap com

sabato 4 dicembre 2010

Sconcerto e allarme a Taranto,due cani avvelenati in via Peluso


TARANTO (2 dicembre) - Sconcerto e disappunto per un nuovo caso di avvelenamento che riguarda tre randagi trovati morti a Talsano, esattamente in via Peluso.
«L'accaduto - a darne notizia è Rosanna Pisani, presidente della sezione provinciale dell’Enpa - è stato verbalizzato dal dottor Giannico della Asl Ta con la presenza dei vigili urbani».
Le carcasse con i vari alimenti circostanti coperti di una sostanza verdognola, saranno portati all'Istituto zooprofilattico, per l’ eventuale esame autopico.
Sarà quella con tutta probabilità “la prova del reato” di chi, tradendo la naturale fiducia che un cane ripone pur sempre negli esseri umani, ha dato bocconi al veleno, magari mentre i cani scodinzolavano fiduciosi.
L’uccisione dei cani randagi sta diventando emergenza. Sono sempre di più le persone che pensano di risolvere il problema del randagismo, uccidendo i cani.

fonte:QUOTIDIANO DI PUGLIA

domenica 28 novembre 2010

Orrore nel rione Salinella. Scuoiato vivo un randagio


TARANTO - Orrore alla Salinella: un cane è stato scuoiato vivo. La povera bestiola è morta dopo due ore d’agonia, nonostante l’intervento di un medico veterinario che ha fatto il possibile per strapparla alla morte. Una vicenda che fa accapponare la pelle e che ha fatto lanciare l’allarme al presidente dell’Anpaa, Alessandra Danese. Nel rione potrebbe esserci un torturatore di animali, certamente una persona con la mente disturbata.

Il cane finito nel mirino è un randagio che forse ha tentato disperatamente di sfuggire all’aguzzino armato di coltello o di rasoio. Lo ha legato, lo ha tenuto fermo poi lo ha scuoiato vivo, lasciandolo in un lago di sangue. Sono stati gli operatori del canile a rinvenire la bestiola agonizzante. L’hanno subito trasportata al rifugio. E’ stato poi affidata d’urgenza alle cure di un veterinario ma le condizioni era troppo gravi. “Un episodio orripilante- commenta Alessandra Danese- avvenuto in una zona dove in passato si sono verificate sevizie ai danni di animali indifesi. Cani torturati, impiccati. Presenteremo denuncia alle forze dell’ordine. Per il maltrattamento e l’uccisione di animali, che è bene ricordarlo, sono reati, le pene sono state inasprite. Si rischia fino a un anno e mezzo di reclusione. Chiediamo che i cittadini vigilino e denuncino i comportamenti intollerabili di persone che ritengono di far parte della società civile”. Ora l’Anpaa spera che sia identificato l’autore di un simile scempio, che le forze dell’ordine risolvano il giallo, così come sono riuscite a fare nei mesi scorsi, a Leporano, quando hanno denunciato un operaio che aveva bruciato, vivi, alcuni cagnolini, in un casolare. Appartenenti ad una associazione animalista si erano trovate dinanzi ad una scena raccapricciante: qualcuno aveva gettato nel fuoco tre cagnolini che le donne accudivano in un immobile abbandonato, dopo averli trovati chiusi in una busta di plastica, qualche giorno prima. Era partita la denuncia e i carabinieri della stazione di Leporano sono riusciti a identificare chi aveva provocato ai cuccioli sofferenze indicibili.

fonte:taranto sera

lunedì 22 novembre 2010

DODICI CAGNOLINI LASCIATI PER STRADA E UCCISI DALLA FAME


A Serramanna, in Sardegna.

Piccoli e affamati, indifesi e destinati a morte certa nonostante l'intervento dei volontari animalisti. È il crudele destino cui sono andati incontro i cuccioli di cane (oltre una dozzina) che qualcuno ha abbandonato, a Serramanna, vicino a un ambulatorio veterinario e alle abitazioni dei volontari. Nell'ultimo mese è accaduto tre volte. Le bestiole, con ancora il cordone ombelicale, sono morti nel giro di qualche giorno. Uccisi dall'incapacità di attaccarsi a un biberon o dalle infezioni, malgrado gli sforzi dei soci dell'associazione il Randagino che si è presa cura di loro cercando di sfamarli.
«La situazione è al limite: certi padroni abbandonano le cucciolate davanti alla porta del veterinario pensando che sia il posto più appropriato, ma così non è», denuncia Rosanna Spano, il presidente del Randagino che con gli altri volontari ha raccolto i cuccioli: «Noi non ci tiriamo indietro», precisa, «si sa che un cucciolo deve ciucciare ogni tre ore, anche di notte, e noi li aiutiamo a farlo». Sforzi che però nel caso di cuccioli appena nati sono inutili: «I cagnolini, col cordone ombelicale freschissimo, erano sfiniti e senza più la forza di nutrirsi e attaccarsi al biberon del latte», chiarisce il veterinario Fabrizio Defraia. E dove non è arrivate l'inedia, ci hanno pensato le infezioni a stroncare i piccoli cani abbandonati. «Qualcuno non aveva neanche fatto la prima poppata», insiste Defraia, «e si sa che le prime succhiate sono quelle che li riempiono di anticorpi e li preservano dalle infezioni».
Una mancanza che per i cuccioli equivale a morte certa, nonostante le cure di Rosanna Spano e dei suoi amici animalisti. «L'abbandono non è giustificato in nessun modo», precisa la presidente del Randagino, «ma chi non si vuole prendere cura delle cucciolate della propria cagna può comunque trovare una soluzione. Basta che ci contatti e noi lo aiuteremo a sistemare i piccoli, dandoli in adozione». Basta con gli abbandoni, però. «Occorre avere pazienza e non pensare che sia sufficiente uno schiocco di dita per risolvere il problema», sottolinea Rosanna Spano, «è necessario far nutrire dalla madre i cuccioli fino a quando diventano autosufficienti. Solo allora si può lavorare, e noi lo facciamo di norma, per pensare a un'adozione».

Ignazio Pillosu – L’Unione Sarda