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mercoledì 19 gennaio 2011

Genova: in una notte di Movida giovani torturano un gatto

«Il gatto è morto, presto andiamo, andiamocene via». Questa frase pronunciata senza fiato da un gruppo di ragazzi e ragazze per la strada, insieme ai lamenti strazianti di un micio che si erano uditi pochi minuti prima nella stessa, sono alla base del giallo-scandalo del gatto torturato fino alla morte all’alba di domenica dai ragazzi della movida di stradone Sant’Agostino. Ieri l’associazione Centro Storico Est, guidata da Angela Boldini, ha denunciato all’assessore alla sicurezza Francesco Scidone quanto accaduto l’altra notte e riferito da diversi abitanti della via. E sabato mattina, dalle 10 alle 12, volontari dell’associazione (nonché residenti dei vicoli) saranno in strada con un banchetto, all’angolo tra salita Pollaiuoli e via Canneto il Lungo, per una raccolta di firme sui problemi del centro storico. Già, perché la faccenda del gatto è, agli occhi dei residenti della zona, solo l’ultima deplorevole goccia che ha fatto traboccare un vaso dalla misura già colma.

fonte:ilsecoloxix.it

martedì 11 gennaio 2011

Laurana, cacciatori uccidono due cani a passeggio


LAURANA. Uccisi a bruciapelo, con le carcasse portate via a 300 metri dal luogo della ”liquidazione” e quindi gettati in un’area impervia, tra i cespugli. Tragica fine, nei dintorni di Laurana, per due giovani cani, di proprietà dei coniugi Turkovic, Valter ed Edita, che a Dobrec – alle spalle della cittadina liburnica – posseggono un villino.
La coppia di cani, un pastore tedesco di 7 mesi e un meticcio pastore belga di 2 anni, sono stati freddati a colpi d’arma da fuoco mentre – nel corso della passeggiata – si trovavano a 500–600 metri dai loro padroni. «Erano animali affatto aggressivi, degli autentici giocattoloni e avevano pure il collare – è quanto dichiarato a polizia e giornalisti da Edita Dubrovic –: ci trovavamo a monte di Laurana, in una zona boschiva attraversata da una strada sterrata. Mio marito e io abbiamo sentito i due spari e ci siamo spaventati parecchio anche perché un anno fa ci avevano già ucciso un nostro cane lupo».
«Abbiamo cominciato a correre - continua -, chiamandoli ad alta voce ma non siamo riusciti a trovarli. Soltanto diversi giorni dopo e grazie all’aiuto di altri cani, li abbiamo rinvenuti. Siamo convinti che a commettere questa mostruosità siano stati i cacciatori, probabilmente quelli iscritti alla Società venetoria Kobac di Laurana». Una squadra di agenti di polizia ha compiuto il sopralluogo, interrogando i coniugi Turkovic. A quanto pare, ai cani è stato sparato sulla strada sterrata, solitamente attraversata da ciclisti, villeggianti, alpinisti e da gente che pratica il trekking. Sembra però che nessuno abbia assistito alla drammatica scena. In base alle tracce di sangue e all’erba calpestata, si è capito che i due corpi sono stati trasportati nel folto del bosco, nell’intenzione di occultare la spietata, assurda esecuzione.
A reagire è stata la Società quarnerina per la protezione degli animali Lunjo i Maza, con alcuni suoi rappresentanti giunti nel Lauranese per capire cosa era successo. «Gli abitanti del posto ci hanno informato che quotidianamente, di giorno e di notte, gruppi di cacciatori agiscono a poche centinaia di metri dalle case – così Dolores Stanger di ”Lunjo i Maca” –: sparano a volontà e la gente teme per i propri figli. La situazione sta diventando insostenibile e probabilmente sarà stata qualche doppietta a uccidere i cani dei Turkovic». Il presidente della Società Kobac, Mladen Cepic, si è detto scioccato per quanto avvenuto nei dintorni di Dobrec. «Sono episodi incredibili – ha detto – ai quali dobbiamo porre la parola fine. Non accuso nessuno ma posso dire che prossimamente si riunirà la direzione societaria e prenderemo posizione su quanto accaduto».
Le uccisioni nel Lauranese non costituiscono un episodio isolato in questi ultimi giorni in Croazia: fatti similari si sono verificati a Gradiste, in Slavonia, dove quattro cani sono stati uccisi a colpi di fucile. Nelle vicinanze di Zara è stato invece salvato un cane da caccia, ferito da un’arma da fuoco a una zampa e lasciato dal suo proprietario a morire, senza prestargli il benché minimo soccorso.
Andrea Marsanich
fonte: il piccolo di trieste

giovedì 2 dicembre 2010

Carcasse di pecore nel Naviglio, il mistero continua. Il video


Brutto risveglio per alcuni abitanti del Naviglio Pavese, che hanno scoperto parecchie carcasse di pecore nel tratto iniziale del Naviglio, tra via Ascanio Sforza e la Darsena. Alcuni degli animali erano incastrati tra i barconi in secca.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco per cercare di rimuovere le carcasse. I pompieri hanno detto che gli animali erano in acqua già da diverse ore, ma ciò che ci si chiede è come e perché siano finiti nel Naviglio.

L'ipotesi più accreditata, al momento, è che le pecore siano rimaste vittima di un allagamento nel loro ovile nella campagna milanese e che siano state in seguito trasportate in città dalla corrente. Ma alcuni testimoni hanno riferito che degli animali avevano il tatuaggio identificativo apparentemente cancellato.